Le partite IVA che nel 2022 hanno beneficiato di aiuti di Stato o aiuti “de minimis” si preparano a ricevere nuove comunicazioni dall’Agenzia delle Entrate. Le lettere riguardano incongruenze nella dichiarazione dei redditi e nei prospetti fiscali collegati ai registri degli aiuti pubblici.
Il perimetro dell’intervento è definito dal provvedimento n. 143075/2026, diffuso il 14 maggio 2026. Le anomalie riguardano casi in cui i dati inseriti nei modelli Redditi, IRAP e 770 non hanno consentito l’iscrizione corretta degli aiuti nei registri RNA, SIAN e SIPA.
Le comunicazioni saranno recapitate via PEC e rese disponibili anche nel “Cassetto fiscale”. L’obiettivo è permettere ai contribuenti di correggere eventuali errori prima di eventuali controlli più approfonditi.
Errori nei prospetti e sanzioni previste
Secondo quanto riportato dall’Agenzia, le irregolarità nascono soprattutto da compilazioni non coerenti del prospetto “Aiuti di Stato”. Gli errori possono riguardare codice ATECO, settore economico, dimensione dell’impresa o tipologia dei costi dichiarati.
Nei casi di mancata corretta indicazione, la normativa prevede sanzioni da 250 a 2.000 euro, come stabilito dall’articolo 8 del Dlgs 471/1997. Le somme possono ridursi attraverso il ravvedimento operoso e la regolarizzazione spontanea.
Il sistema delle lettere di compliance punta a intercettare prima gli errori, riducendo il ricorso al contenzioso e favorendo la correzione autonoma da parte dei contribuenti.
Codice “999” e regole di correzione
Un punto specifico riguarda l’utilizzo del codice residuale “999” nel campo “Codice aiuto”. L’Agenzia chiarisce che può essere usato solo per misure non classificabili come aiuti di Stato o già erogate da altre amministrazioni.
Se il beneficio è già presente nelle tabelle ufficiali con un codice specifico, il contribuente dovrà presentare una dichiarazione integrativa sostituendo il codice errato.
Nei casi in cui la mancata iscrizione nei registri non dipenda da errori formali, resta la possibilità di regolarizzare la posizione anche tramite restituzione dell’aiuto ricevuto, con interessi.
Regolarizzazione e impatto operativo
La correzione consente l’iscrizione dell’aiuto nei registri pubblici nell’anno finanziario successivo alla dichiarazione integrativa. Un passaggio rilevante perché incide sulla tracciabilità dei benefici fiscali e sulla loro compatibilità con le regole europee sugli aiuti di Stato.
Le lettere saranno accompagnate da un dettaglio completo dei dati contestati: dichiarazioni fiscali, protocolli telematici e elenco degli aiuti non registrati correttamente.
Per imprese e professionisti si apre una fase di verifica documentale che coinvolge consulenti e intermediari fiscali, chiamati a ricostruire eventuali incongruenze.
Secondo la logica della compliance adottata dall’amministrazione finanziaria, l’intervento si inserisce nel rafforzamento dei controlli automatizzati sulle dichiarazioni relative al periodo d’imposta 2022.




