Cresce l’attesa, a Ragusa, per il convegno “Costruire inclusione” che si svolgerà venerdì 15 maggio con inizio alle ore 15 pressi l’auditorium San Vincenzo Ferreri di Ibla. L’appuntamento è organizzato da Sicindustria Ragusa in collaborazione con la Consulta comunale sulla disabilità e il Comune di Ragusa, e recita “Persone competenze imprese. La rete che genera valore. Dal diritto al lavoro alla cultura dell’inclusione”. Sarà un’intera giornata dedicata al tema dell’inclusione lavorativa e sociale, con la partecipazione di istituzioni, ordini professionali, parti sociali, terzo settore e mondo produttivo.
Il programma, molto articolato, prevede una prima sessione dedicata a politiche, strumenti e modelli operativi, con gli interventi dei dirigenti di Inps, Centro per l’Impiego, Inail, Asp Ragusa, e dell’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Ragusa retto da Elvira Adamo. Seguiranno le tavole rotonde con sindacati, scuola per assistenti sociali, Forum del Terzo Settore e, successivamente, il confronto con gli ordini professionali e con le principali associazioni datoriali del territorio.
Al centro, il passaggio “dalla tutela alla dignità del lavoro”, con un approccio che punta a trasformare l’inclusione da obbligo normativo a valore competitivo per le imprese.
Nelle more del convegno, il Quotidiano di Ragusa ha incontrato Giovanni Brafa, presidente della Consulta comunale della disabilità, al quale ha voluto chiedere, tra i molti argomenti affrontati, se sia un processo automatico e ‘facile’ l’inserimento nei cicli produttivi di persone con disabilità di vario genere, pur dopo aver adempiuto agli obblighi di legge sull’assunzione di quote riservate ai disabili. Questa la risposta di Brafa.
“Evidentemente si tratta di problematiche piuttosto complesse in quanto spesso le imprese si limitano ad assunzioni a tempo determinato e per poche ore lavorative. Altrettanto evidente è che le imprese non hanno nella maggior parte dei casi personale adeguatamente formato per l’inclusione di disabili.
A tal proposito voglio ricordare e sottolineare – prosegue il Presidente Brafa – che in tale evenienza ci soccorre il Decreto Legislativo 276/03 art. 14 che prevede per le aziende profit convenzioni con cooperative sociali del terzo settore per avviare fasi di formazione dei soggetti disabili affidate ad un tutor della cooperativa stessa. Figure professionali previste dalla legge, e in grado di relazionarsi correttamente con il lavoratore disabile, di essere a conoscenza dei suoi disagi anche psicologici e di poter eventualmente interagire con tutors aziendali esperti del ciclo produttivo in questione. È innegabile- conclude Giovanni Brafa – che gli iter così strutturati risulteranno ottimali sia per il lavoratore disabile che per l’impresa stessa”. (daniele distefano)




