Le dirigenze scolastiche degli istituti ITCA Fabio Besta e IIS Galileo Ferraris di Ragusa e IIS Archimede di Modica hanno diffuso una nota ufficiale per precisare che non esiste alcun accordo formale di “Rete di Scuole” tra gli enti scolastici citati in recenti articoli pubblicati l’8 maggio scorso, questo quello pubblicato dalla nostra testata Ragusa, nasce la Rete iblea degli istituti tecnici contro la riforma.
Il chiarimento arriva da Antonella Rosa, Rosolino Balistrieri e Rosario Biazzo, dirigenti scolastici dei tre istituti della provincia di Ragusa, che hanno richiesto una rettifica pubblica per evitare “confusione nell’utenza” e tutelare l’identità amministrativa delle scuole coinvolte.
Secondo quanto comunicato dai dirigenti, l’iniziativa descritta negli articoli sarebbe stata promossa da un gruppo spontaneo di persone e non avrebbe alcuna validità istituzionale o amministrativa. Le scuole precisano inoltre che non risultano delibere approvate dagli organi collegiali competenti.
Nel documento inviato alle redazioni viene richiamata la normativa prevista dall’articolo 7 del DPR 275/1999, che disciplina formalmente la costituzione delle reti scolastiche. La nota sottolinea che una “Rete di Scuole” può nascere soltanto attraverso specifiche deliberazioni del Collegio dei Docenti e del Consiglio d’Istituto.
I dirigenti evidenziano che l’utilizzo della denominazione ufficiale degli istituti in iniziative non autorizzate rischia di generare equivoci sia tra le famiglie sia nei rapporti con le istituzioni del territorio. Per questo motivo è stato ribadito che nessun dipendente può rappresentare ufficialmente l’istituto senza i necessari passaggi amministrativi previsti dalla normativa.
La presa di posizione riguarda direttamente gli istituti scolastici coinvolti nel territorio di Modica e della provincia di Ragusa, con l’obiettivo di chiarire la natura non istituzionale dell’iniziativa riportata nei giorni scorsi.
I dirigenti scolastici hanno inoltre precisato che il diritto alla libera manifestazione del pensiero non viene messo in discussione, ma che l’utilizzo pubblico del nome delle scuole deve avvenire nel rispetto delle procedure previste per gli enti scolastici statali.
La vicenda potrebbe avere ulteriori sviluppi sul piano amministrativo e mediatico, anche alla luce della richiesta di rettifica trasmessa alle testate locali.




