Docenti del “Ferraris” e del “Besta” di Ragusa e dell'”Archimede” di Modica si mobilitano contro la legge 79/2025 che entra in vigore dal prossimo anno scolastico.
Il 7 maggio 2026, in concomitanza con lo sciopero nazionale della scuola, docenti degli istituti tecnici della provincia di Ragusa hanno costituito la Rete iblea degli istituti tecnici. All’assemblea autoconvocata hanno partecipato insegnanti del “Galileo Ferraris” e del “Fabio Besta” di Ragusa e dell’“Archimede” di Modica, insieme a una delegazione di studenti.
Il motivo della mobilitazione è la legge 79/2025, nata dalla conversione del DL 45/2025, che ridisegna l’assetto ordinamentale dell’istruzione tecnica. La riforma entra in vigore dall’anno scolastico 2026/2027 con quadri orari già definiti dal D.M. n°29 del 19 febbraio 2026, quando le iscrizioni alle scuole superiori erano già chiuse.
I docenti contestano diversi punti del provvedimento: il taglio alle materie umanistiche e scientifiche, l’anticipo della formazione scuola-lavoro a 15 anni, l’introduzione della didattica per competenze affidata a esperti aziendali privi di formazione pedagogica e lo smantellamento del biennio comune. Quest’ultimo punto rende i titoli di studio non più comparabili tra istituti dello stesso indirizzo. Le critiche dei docenti si allineano al parere del CSPI — Consiglio superiore della pubblica istruzione — che ha sollevato rilievi sia sul metodo che sul merito della riforma.
La Rete iblea ha aderito alla Rete Nazionale Istituti Tecnici che nelle scorse settimane ha coinvolto migliaia di docenti in tutto il Paese. Tra le iniziative già avviate figura la pubblicazione di mozioni di protesta votate nei collegi docenti sulla rivista “La letteratura e noi”, fondata da Romano Luperini.
L’assemblea si è conclusa annunciando che lo sciopero del 7 maggio è solo la prima di una serie di iniziative rivolte anche alla società civile, oltre che al mondo della scuola.



