Sono ormai diversi anni che seguiamo la produzione letteraria di Massimo La Pegna apprezzandone la qualità stilistica ma anche la piacevolezza di lettura. Nelle varie tappe, da La riviera a Come fuochi d’artificio a Sulla stessa spiaggia, ci siamo abituati a conoscere il mondo di questo autore di Vittoria e, soprattutto, di Scoglitti.
Nel primo libro troviamo un ragazzo, probabile alter ego dello scrittore, nel suo percorso di vita, da studente poco zelante a campione nello sport della corsa, a studente delle superiori e successivamente da giovane alla ricerca di un lavoro senza però tralasciare le estati al mare, le prime relazioni con le ragazze, gli scherzi anche pesanti ad amici presuntuosi, la sempre più chiara consapevolezza di vivere ed affondare le proprie radici su una delle più importanti città greche, ovvero Kamarina, la presa di coscienza antimafia e l’incontro con chi giovane era stato nel decennio degli anni 70, quelli delle lotte politiche e delle stragi. Molto dedicati invece al “profumo di famiglia” i delicati racconti di Come fuochi d’artificio, che vedono i ricordi di un bambino avvolto dall’affetto dei suoi famigliari.

Di un ritorno invece doloroso ci parla il libro Sulla stessa spiaggia: un anziano ex militare americano torna sui luoghi dello sbarco alleato in Sicilia e in particolare sulla costa tra Scoglitti e Gela trovando come guida un ragazzo del luogo con cui rivive le tragedie della guerra, dalle torture agli antifascisti alle immotivate esecuzioni di soldati italiani arresisi o di civili da parte di truppe americane.
Un mondo variegato, situazioni complesse che però hanno un unico palcoscenico, che si trasforma quasi in un muto spettatore: la Riviera di Scoglitti. Ed ora, in questo ultimo libro di Massimo La Pegna, intitolato appunto “La Riviera storia di un lungomare”, tutto quanto sopra accennato diventa un unicum, i diversi episodi precedenti, i vari personaggi e le loro storie diverse vengono armonizzate in un unico racconto di vite (e di vita) che scorrono come fotogrammi sullo schermo della Riviera, non più palcoscenico ma protagonista assoluta, vero e proprio topos della maturità artistica di Massimo La Pegna. (daniele distefano)



