Quattro circoli della provincia di Ragusa sollecitano i Comuni costieri a far rispettare la normativa regionale: i costi non devono ricadere sulla TARI dei cittadini.
A poche settimane dall’avvio della stagione estiva, Legambiente torna a puntare i riflettori sulle spiagge della provincia di Ragusa. I presidenti di quattro circoli locali hanno inviato una lettera congiunta ai sindaci dei comuni costieri, chiedendo di far rispettare gli obblighi di pulizia degli arenili in capo ai titolari di concessioni demaniali marittime.
A firmare la missiva sono Angelo Rinollo del circolo “Il Carrubo” di Ragusa, Alessia Gambuzza del circolo “Kiafura” di Scicli, Anna Alì del circolo “Sikelion” di Ispica e Giorgio Cavallo del circolo “Melograno” di Modica.
Il nodo è semplice ma controverso: durante la stagione estiva 2025 e nelle operazioni straordinarie di questi giorni, in diversi casi sarebbero stati i Comuni a intervenire direttamente per pulire tratti di spiaggia che invece spetterebbero ai concessionari privati. Il risultato, denunciano gli ambientalisti, è un costo improprio che finisce per pesare sulla TARI di tutti i cittadini.
Cosa dice la normativa regionale
La disposizione n. 11445 del 25 febbraio 2022 dell’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente — area Demanio Marittimo — è chiara: la pulizia ordinaria degli arenili deve essere garantita dai concessionari per tutto l’anno, indipendentemente dall’utilizzo stagionale. Rientrano in questo obbligo la raccolta dei rifiuti urbani, la rimozione del materiale trascinato dalle mareggiate, la scerbatura e la vagliatura della sabbia.
Non solo l’area concessa: ogni concessionario è tenuto a mantenere pulita anche la fascia limitrofa non assegnata ad altri, per una profondità e lunghezza pari al fronte mare ricevuto in concessione. Dove due concessioni si affiancano, l’onere della zona interposta si divide al 50% tra i rispettivi titolari.
La pulizia straordinaria — quella che richiede mezzi meccanici dopo accumuli eccezionali causati dal maltempo — deve invece essere effettuata a inizio stagione, nel pieno rispetto delle formazioni dunali. Sono esplicitamente vietati scavi, sbancamenti e qualsiasi modifica delle quote altimetriche dell’arenile.
Chi non rispetta queste condizioni rischia conseguenze concrete: l’inadempimento anche parziale agli obblighi dell’atto di concessione costituisce presupposto per avviare la procedura di decadenza della concessione, ai sensi dell’art. 47 lettera F del Codice della Navigazione.
Legambiente chiede quindi ai sindaci di notificare formalmente ai concessionari i loro obblighi, limitando l’intervento comunale alle sole spiagge libere.




