Il Comune di Chiaramonte Gulfi avrebbe perso un finanziamento area artigianale Chiaramonte del valore di 1,5 milioni di euro. La denuncia arriva dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Gaetano Iacono e Federico Chinnici, che puntano il dito contro la gestione burocratica della pratica da parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Mario Cutello. Secondo quanto ricostruito dai consiglieri, l’esclusione sarebbe scaturita dalla mancata integrazione dei documenti richiesti dagli uffici regionali.
La vicenda riguarda un bando dell’Assessorato Regionale alle Attività Produttive destinato al rilancio delle infrastrutture per le imprese locali. La Regione, dopo aver rilevato criticità formali nell’istanza presentata dall’ente, aveva concesso il cosiddetto “soccorso istruttorio”, permettendo di regolarizzare gli atti entro termini prestabiliti. Tuttavia, la risposta del Comune non sarebbe mai pervenuta, rendendo definitiva l’esclusione dal contributo.
La perdita del finanziamento area artigianale Chiaramonte rappresenta un colpo significativo per lo sviluppo economico della zona montana iblea. Gaetano Iacono ha espresso forte preoccupazione per le conseguenze sul tessuto imprenditoriale: «Si parla di 1,5 milioni di euro persi. Soldi che avrebbero potuto rilanciare concretamente l’area artigianale, creare opportunità per le imprese locali e posti di lavoro. È un danno oggettivo, inaccettabile, che merita risposte chiare».
Il consigliere ha inoltre evidenziato l’assenza di comunicazioni ufficiali da parte del Sindaco sulla vicenda, chiedendo un’immediata assunzione di responsabilità politica. «Avremmo voluto almeno una spiegazione pubblica su come si sia potuto verificare un tale fatto. È il silenzio che aggrava la posizione dell’amministrazione», prosegue Iacono, sollecitando un dibattito urgente in aula per chiarire chi avesse in carico la pratica e quali siano state le ragioni del mancato adempimento.
Il caso dell’area artigianale non sarebbe l’unico episodio di criticità nella gestione dei bandi pubblici. Secondo le stime fornite dai consiglieri di minoranza, l’ente non sarebbe riuscito a intercettare altre risorse vitali: un fondo da 2,3 milioni di euro destinato al ripristino della condotta idrica e un ulteriore stanziamento di 150mila euro dedicato alla sicurezza urbana.
La gestione dei fondi extra-comunali è diventata negli ultimi anni un parametro fondamentale per misurare l’efficienza delle amministrazioni locali, specialmente in un contesto di bilanci comunali sempre più vincolati. La capacità di risposta agli uffici regionali e ministeriali richiede un coordinamento tecnico che, a Chiaramonte, sembra aver mostrato lacune evidenti. Resta da capire se l’ente potrà presentare ricorso o se le somme siano ormai definitivamente assegnate ad altri comuni della graduatoria. Il rischio di paralisi infrastrutturale preoccupa le imprese.
«Chiedo al sindaco Cutello di fare immediatamente chiarezza – conclude Iacono – e di illustrare in Consiglio comunale le ragioni di questa mancata risposta. La cittadinanza e le imprese hanno il diritto di sapere». La polemica politica si sposterà ora nelle commissioni competenti, in attesa di una replica ufficiale da parte della Giunta.



