La corsa contro il tempo per la rottamazione quinquies entra nella fase decisiva, con la scadenza fissata al 30 aprile 2026 per la maggior parte dei contribuenti. Mentre gli uffici dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione si preparano a gestire il flusso delle istanze telematiche, il quadro normativo si frammenta tra rinvii mirati e possibili aperture parlamentari dell’ultima ora.
L’istituto della definizione agevolata, pilastro della Legge di Bilancio 2026, permette di regolarizzare i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2023. Il vantaggio per il contribuente è l’abbattimento totale di sanzioni, interessi di mora e aggio, dovendo corrispondere esclusivamente la quota capitale e le spese per le procedure esecutive. Storicamente, queste misure hanno l’obiettivo di decongestionare il magazzino dei crediti fiscali inesigibili, che in Italia ha superato la soglia dei 1.200 miliardi di euro, di cui solo una minima parte risulta effettivamente recuperabile.
Le nuove scadenze della rottamazione quinquies per le zone emergenziali
Il recente decreto Maltempo (D.L. n. 25/2026) ha introdotto un binario parallelo per chi ha subito danni dal ciclone Harry. La proroga di tre mesi non è però legata alla semplice residenza nelle regioni coinvolte, ovvero Calabria, Sicilia e Sardegna. Il beneficio è strettamente vincolato al possesso di immobili dichiarati inagibili o sgomberati alla data del 18 gennaio 2026. Per questi soggetti, il termine per la presentazione della domanda slitta dal 30 aprile al 31 luglio 2026.
Di conseguenza, anche il calendario dei pagamenti subisce una traslazione: la comunicazione delle somme dovute arriverà entro il 30 settembre, con la prima rata fissata al 31 ottobre 2026. Tuttavia, esiste un nodo burocratico ancora da sciogliere. Nonostante il termine del 29 marzo sia trascorso, manca ancora l’ordinanza del Capo della Protezione Civile necessaria per individuare ufficialmente i beneficiari, una lacuna che sta spingendo l’Inps e l’Agenzia delle Entrate alla cautela operativa.
Emendamenti in Senato per riammettere i decaduti dalla quater
Parallelamente alle tutele per le aree colpite dal maltempo, il dibattito politico si sposta sulle criticità della precedente sanatoria. Molti contribuenti sono infatti decaduti dalla rottamazione quater per non aver onorato le rate di novembre 2025 e febbraio 2026. La Lega e altre forze di maggioranza premono per un emendamento al decreto fiscale che consenta la riammissione dei decaduti, ipotizzando un rinvio della scadenza generale a giugno 2026 per permettere a una platea più vasta di rientrare nei termini.
Il Ministero dell’Economia monitora i saldi di cassa con attenzione. L’apertura a una proroga generalizzata dipenderà esclusivamente dalle coperture finanziarie che emergeranno nelle prossime sessioni parlamentari. Per ora, chi non rientra nei parametri del decreto Maltempo deve attenersi alla data del 30 aprile per evitare l’esclusione definitiva da un’agevolazione che mira a dare respiro a migliaia di imprese e famiglie in difficoltà finanziaria.




