La rottamazione quinquies scadenza oggi, giovedì 30 aprile 2026, rappresenta l’ultimo termine utile per i contribuenti che intendono aderire alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali. Secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2026, la domanda di adesione deve essere inviata esclusivamente in modalità telematica entro le ore 23:59:59 di questa sera. Il mancato rispetto di questo termine comporterà l’esclusione definitiva dai benefici previsti dalla norma.
L’istanza deve essere presentata attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER). Una volta completata la procedura, il sistema rilascerà una ricevuta di avvenuta presentazione. Il primo pagamento, che può riguardare l’intero importo o la prima rata del piano scelto, dovrà invece essere effettuato entro il prossimo 31 luglio 2026.
Quali debiti rientrano e come funziona il piano in 54 rate
La nuova definizione agevolata 2026 permette di estinguere i debiti affidati all’Agente della Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. La sanatoria prevede lo stralcio totale delle sanzioni, degli interessi di mora e dell’aggio. I contribuenti sono tenuti a versare unicamente la quota capitale e le spese per eventuali procedure esecutive o diritti di notifica.
In base ai dati ufficiali, la rottamazione quinquies scadenza oggi si distingue dalle precedenti edizioni per una maggiore flessibilità: è infatti possibile dilazionare il debito in un massimo di 54 rate bimestrali, spalmate su un arco temporale di nove anni. Tuttavia, esiste un vincolo preciso: l’importo di ogni singola rata non può essere inferiore a 100 euro. Questo significa che per debiti di entità ridotta, il numero massimo di rate potrebbe diminuire automaticamente per rispettare la soglia minima di versamento.
Effetti della domanda e regole per non decadere dal beneficio
Presentare la domanda di adesione entro i termini produce effetti immediati sulla situazione del debitore. In base a quanto riportato nel provvedimento, vengono sospesi i termini di prescrizione e decadenza, e l’Agente della Riscossione non può avviare nuove procedure esecutive, come fermi amministrativi o ipoteche. Inoltre, il contribuente non è più considerato inadempiente, permettendo così il rilascio del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva).
Il rischio decadenza è legato alla puntualità dei pagamenti. La normativa prevede infatti che il beneficio decada in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata, di almeno due rate anche non consecutive o dell’ultima rata del piano. Entro il 30 giugno 2026, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione invierà ai richiedenti la comunicazione delle somme dovute con i relativi moduli di pagamento.
L’introduzione della quinta rottamazione si inserisce in un contesto di riforma fiscale che mira a ridurre il “magazzino” dei crediti non riscossi dello Stato, che ha superato la cifra monstre di 1.100 miliardi di euro. A livello territoriale, misure come questa hanno un impatto significativo sulla liquidità delle piccole imprese e delle famiglie, specialmente in aree a forte densità imprenditoriale.




