Un sacerdote siciliano ha deciso di imbracciare pala e bitume per sanare le ferite dell’asfalto nel nisseno. Padre Carmelo Carvello, parroco a Caltanissetta, ha iniziato personalmente a riparare le buche della via comunale che conduce al borgo Santa Rita. L’iniziativa nasce dalle ripetute segnalazioni degli abitanti, esasperati da una viabilità che mette a rischio l’incolumità fisica e l’integrità dei veicoli.
Padre Carvello respinge ogni lettura politica del suo gesto, inquadrandolo esclusivamente in una cornice di assistenza alla comunità. “La motivazione del mio intervento è pastorale e civile, non di protesta”, chiarisce il sacerdote, sottolineando come l’accesso al borgo sia diventato un percorso a ostacoli per chi deve frequentare la messa o svolgere le normali attività quotidiane. Attualmente, le celebrazioni si tengono in un capannone agricolo, simbolo di una comunità che si adatta a condizioni precarie.
Il degrado della carreggiata ha prodotto danni economici tangibili per i pochi residenti e per i visitatori attratti dai prodotti tipici locali. Il parroco riferisce di episodi specifici che lo hanno spinto all’azione: “Una famiglia ha sostenuto una spesa di mille euro per danni all’auto causati dalle buche”. Molti automobilisti hanno subito la foratura degli pneumatici, mentre le aziende agricole della zona lamentano una drastica riduzione della clientela a causa dell’impraticabilità del manto stradale.
Il rischio di una multa per “eccesso di carità”
Consapevole delle possibili conseguenze legali, il prete-operaio non intende fermarsi davanti al rischio di contravvenzioni pecuniarie. La sua posizione è netta e riflette una scelta di campo precisa a favore del benessere dei cittadini di Caltanissetta. “Quando fare la carità diventa un rischio, è il momento della carità”, afferma con convinzione, ribadendo la volontà di proseguire i lavori di messa in sicurezza poco alla volta.
La sfida di padre Carvello solleva un interrogativo sulla gestione del bene pubblico e sui tempi della burocrazia. Mentre le istituzioni faticano a programmare interventi strutturali, il parroco sceglie la via dell’intervento diretto: “So che potrei incorrere in una multa, ma voglio essere vicino alla mia comunità”. Una determinazione che ha già riscosso il sostegno dei fedeli, i quali vedono in quel gesto non una polemica, ma l’unico modo per non restare isolati dal resto della provincia.



