Alla Cardiologia dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Ragusa si è svolto il 9 giugno un workshop dedicato ai pacemaker senza fili, con la partecipazione di specialisti italiani e internazionali. L’iniziativa ha riunito medici e professionisti sanitari per approfondire le tecniche di impianto dei dispositivi leadless e il loro utilizzo nella pratica clinica.
L’evento, intitolato “Less is More – Hospital Edition”, ha visto anche la presenza di professionisti provenienti da Malta, confermando l’interesse crescente verso le tecnologie mini-invasive in cardiologia interventistica.
I pacemaker senza fili rappresentano una delle innovazioni più rilevanti nella gestione delle aritmie bradicardiche. A differenza dei dispositivi tradizionali, non utilizzano elettrocateteri e vengono impiantati con procedure mini-invasive.
La giornata formativa ha alternato sessioni teoriche, discussioni cliniche e interventi “live” trasmessi dalle sale di Aritmologia dell’ospedale. I partecipanti hanno osservato da vicino le tecniche di impianto e gestione dei dispositivi, con il coinvolgimento diretto dell’équipe dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia.
Tra i professionisti impegnati figurano il dottor Antonino Nicosia, direttore dell’unità e responsabile scientifico dell’evento, il dottor Giuseppe Campisi, responsabile di Elettrofisiologia, e le dottoresse Giulia Rapisarda e Alessia Cascone.
Secondo i dati clinici riportati dalla letteratura cardiologica internazionale, i sistemi leadless sono associati a una riduzione delle complicanze legate agli elettrocateteri tradizionali e a un minor rischio infettivo, oltre a un recupero post-operatorio più rapido. L’evoluzione di queste tecnologie è oggetto di crescente attenzione nelle linee guida delle società scientifiche europee di cardiologia.
L’evento ha confermato il ruolo della struttura iblea come centro di riferimento per la formazione e la diffusione di competenze avanzate. La presenza di specialisti da diverse regioni italiane e dall’estero ha rafforzato la dimensione internazionale dell’iniziativa.
“L’utilizzo dei pacemaker leadless rappresenta oggi una delle evoluzioni più importanti della cardiologia interventistica – sottolinea Antonino Nicosia – perché consente di ridurre il rischio di infezioni, di evitare complicanze legate agli elettrocateteri tradizionali e di favorire un recupero post-operatorio più rapido per il paziente. Ospitare a Ragusa specialisti italiani ed esteri – aggiunge – conferma il livello raggiunto dalla nostra struttura e il lavoro svolto in questi anni dall’équipe medica, tecnica e infermieristica”.
Il primario ha inoltre evidenziato il ruolo dell’organizzazione sanitaria locale nel percorso di innovazione: “Questo risultato – conclude Nicosia – nasce anche da un percorso di innovazione che la Direzione Strategica dell’ASP di Ragusa ha accompagnato con attenzione e convinzione, creando le condizioni per introdurre tecnologie avanzate, rafforzare le competenze interne e costruire reti professionali anche oltre il territorio provinciale. L’innovazione, soprattutto in ambito sanitario, richiede visione, organizzazione, investimenti e lavoro di squadra”.



