Un’insegnante di sostegno di Gela ha trascorso i suoi giorni di ferie a Rimini, dove uno dei suoi alunni era ricoverato per un intervento chirurgico a mani e piedi, sostenendo personalmente parte delle spese di viaggio e soggiorno. Il gesto della docente Samanta Anna Lacagnina, 44 anni, ha guadagnato l’attenzione delle istituzioni locali: la vicesindaca del Comune di Rimini le ha inviato una lettera di encomio ufficiale.
Tre anni di lavoro fianco a fianco con un bambino, in classe ogni giorno, bastano a costruire un legame che va oltre l’orario scolastico. Lo sa bene Samanta Anna Lacagnina, insegnante di sostegno alla scuola “Verga” di Gela, nel nisseno, che ha deciso di seguire il suo alunno Mattia — nome di fantasia per tutelare la privacy del minore — durante il ricovero in una struttura specialistica di Rimini, dove il bambino si era trasferito con la madre per affrontare un intervento chirurgico a mani e piedi.
Per farlo, la docente ha utilizzato i propri giorni di ferie e ha contribuito di tasca propria alle spese del viaggio e del soggiorno. Nessuna richiesta istituzionale, nessun rimborso: una scelta personale, presa senza esitazione.
«Inizialmente la mamma pensava che stessi scherzando», ha raccontato Lacagnina all’edizione locale de Il Resto del Carlino. «Ho voluto essere accanto a un bambino speciale e a una madre straordinaria. Per me è stato naturale e lo rifarei senza pensarci. È stato un gesto fatto con il cuore.»
L’operazione è riuscita. E la presenza dell’insegnante, secondo quanto riferito dalla clinica riminese Sol et Salus, ha garantito al piccolo paziente «un punto di riferimento educativo e affettivo anche lontano da casa per tutto il periodo di degenza», alleggerendo al contempo il carico emotivo della madre.
Il progetto Inclusive Care e la rete educativa del nosocomio riminese
Durante la permanenza in reparto, Lacagnina ha avuto modo di conoscere il progetto Inclusive Care, un’iniziativa sperimentale promossa da Sol et Salus in collaborazione con il Comune di Rimini, il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna, la cooperativa Il Millepiedi e il CIDI. Il programma offre ai bambini ricoverati uno spazio educativo e ricreativo strutturato, pensato per ridurre l’impatto traumatico del ricovero e mantenere una continuità con la vita quotidiana anche durante la malattia. Un approccio che affianca alla cura medica una dimensione pedagogica e relazionale, raramente garantita nelle strutture ospedaliere ordinarie non diversamente da quanto avviene con i progetti di inclusione già attivi in provincia di Ragusa
L’encomio del Comune di Rimini
La vicenda ha raggiunto anche i piani istituzionali. La vicesindaca e assessora alle Politiche educative del Comune di Rimini, Chiara Bellini, ha scritto una lettera formale di encomio indirizzata alla dirigente scolastica dell’istituto gelese, lodando quello che ha definito «un esempio concreto di passione professionale, dedizione e autentico affiancamento umano, che supera ciò che è richiesto dal ruolo e restituisce alla scuola la sua dimensione più alta: essere comunità, cura, responsabilità condivisa».
Rientrata a Gela e tornata in servizio, la docente ha ricevuto i ringraziamenti anche dalla propria scuola. Quella di Samanta Anna Lacagnina è una di quelle storie che capita di incontrare raramente nel racconto della scuola pubblica italiana — e che, quando emergono, dicono qualcosa di preciso su cosa significa davvero insegnare. Come ha dichiarato lei stessa con semplicità: «I miei allievi sono davvero come figli».
Un gesto che si inserisce in un momento in cui il dibattito sul ruolo della scuola nella vita dei bambini è particolarmente vivo, anche in provincia di Ragusa, dove le scuole iblee hanno aderito alle iniziative UNICEF sul diritto al gioco



