L’Inps ha ufficializzato le date per il pagamento dell’Assegno Unico aprile 2026, che verrà accreditato tra lunedì 20 e martedì 21 aprile per la maggior parte dei beneficiari. La misura coinvolge milioni di nuclei familiari che riceveranno l’importo rivalutato in base all’inflazione e calcolato secondo le nuove soglie patrimoniali introdotte dall’ultima Legge di Bilancio. Per i cittadini che attendono la prima mensilità o che hanno subito variazioni nel calcolo, l’erogazione è invece prevista negli ultimi giorni del mese.
L’introduzione del nuovo ISEE rappresenta un passaggio storico per il welfare italiano, orientato a ridurre la pressione fiscale sulle famiglie proprietarie di immobili. Storicamente, il valore dell’abitazione principale ha spesso penalizzato l’accesso ai sussidi per il ceto medio. Nel 2026, questa riforma mira a correggere tale distorsione, con un impatto significativo soprattutto nelle aree metropolitane dove i valori catastali sono più elevati. A livello territoriale, si stima che oltre 500.000 nuclei familiari possano beneficiare di un incremento dell’assegno grazie all’innalzamento delle franchigie immobiliari.
Le novità del nuovo ISEE e la rivalutazione Istat
Il fulcro del cambiamento risiede in una modalità di calcolo più favorevole, che si applica esclusivamente a specifiche prestazioni come l’Assegno Unico, il Bonus Nido e l’Assegno di Inclusione. La riforma prevede un innalzamento della franchigia sulla casa di proprietà a 91.500 euro, valore che sale a 120.000 euro per chi risiede nei capoluoghi delle Città metropolitane. A queste cifre si somma un ulteriore incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.
In parallelo, gli importi beneficiano della rivalutazione annuale legata all’inflazione, fissata per quest’anno al +1,4%. Tali aumenti, seppur contenuti, interessano ogni fascia dell’indicatore e le relative maggiorazioni. Per visualizzare il dettaglio delle rate, i cittadini devono accedere al portale dell’Istituto tramite SPID, CIE o CNS e consultare la voce “Fascicolo previdenziale del cittadino”, seguendo poi il percorso “Prestazioni” e “Pagamenti”.
Termini per la DSU e recupero degli arretrati
Un punto fondamentale per i beneficiari riguarda la presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). Chi non ha provveduto al rinnovo entro lo scorso 28 febbraio ha ricevuto a marzo l’importo minimo di 58,5 euro. Tuttavia, la normativa offre una finestra di recupero: c’è tempo fino al 30 giugno 2026 per presentare la nuova DSU e ottenere gli arretrati spettanti a partire dal mese di marzo.
Se l’indicatore verrà ottenuto da luglio in poi, gli importi saranno adeguati per il futuro, ma le somme pregresse andranno perdute. Per quanto riguarda il patrimonio mobiliare, nelle DSU precompilate resta attiva l’esclusione automatica per titoli di Stato, buoni fruttiferi e libretti postali fino a un tetto di 50.000 euro. Questa misura, unita alle nuove scale di equivalenza che premiano le famiglie numerose con coefficienti maggiorati fino a +0,55 per cinque o più figli, delinea un sistema di protezione sociale più robusto per il 2026.



