I finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa hanno smantellato una frode gasolio agricolo nel territorio di Vittoria, portando al sequestro di circa 3.000 litri di carburante. L’operazione, condotta nell’aprile 2026 dalla Compagnia di Vittoria, ha fatto scattare la denuncia alla Procura della Repubblica per cinque soggetti coinvolti a vario titolo nel traffico illecito.
Dalle aziende agricole ai cantieri: il meccanismo del traffico
L’attività investigativa ha permesso di sventare il passaggio illegale di carburante ad accisa agevolata tra un’azienda agricola e una società attiva nel settore del calcestruzzo e movimento terra. Entrambe le realtà operavano nel territorio ipparino, cercando di abbattere i costi aziendali attraverso l’uso di combustibile destinato esclusivamente alle lavorazioni nei campi.
Durante le perquisizioni nei locali della ditta di costruzioni, i militari hanno rinvenuto due cisterne colme di prodotto agevolato. I controlli tecnici effettuati sui mezzi pesanti hanno confermato il sospetto degli inquirenti: tutti gli autocarri e le macchine operatrici della società utilizzavano indebitamente il combustibile agricolo per le proprie attività industriali.
L’impatto della frode gasolio agricolo sulle casse dello Stato
Il sequestro dei 3.000 litri complessivi evidenzia un danno economico legato alla sottrazione al pagamento delle accise e all’applicazione indebita dell’I.V.A. al 10%. Tale regime fiscale è infatti riservato per legge soltanto ai fini agricoli, mentre l’uso per autotrazione industriale richiede l’assolvimento dell’imposta ordinaria, decisamente più onerosa.
Oltre ai reati tributari, i responsabili sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per la mancanza del certificato di prevenzione incendi, requisito di sicurezza fondamentale per lo stoccaggio di idrocarburi. Resta fermo il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, ma l’attività fiscale proseguirà ora per quantificare l’esatta entità dei tributi evasi da recuperare.




