Il futuro del Centro Storico di Modica entra in una nuova fase operativa dopo l’ultima seduta del Consiglio Comunale aperto. Antonio Ruta, a nome del Comitato per il Centro Storico, ha ufficialmente richiesto al Sindaco Maria Monisteri Caschetto e alla Presidente del Consiglio Mariacristina Minardo l’istituzione di un Tavolo Tecnico. L’obiettivo è trasformare il dialogo avviato tra istituzioni e cittadini in una struttura decisionale capace di affrontare le criticità urbanistiche e sociali del cuore della città barocca.
L’incontro tra Amministrazione, associazioni e residenti ha segnato, secondo il Comitato, un punto di rottura positivo con il passato. “Il Consiglio Comunale aperto di ieri è stato, a nostro avviso, un momento significativo di svolta per la democrazia nella nostra città”, sottolinea la nota di Ruta, che evidenzia la capacità dei partecipanti di confrontarsi su temi spinosi senza scadere in contrapposizioni sterili. Il clima di reciproco ascolto ha coinvolto anche l’assessore Piero Armenia, lodato per l’apertura dimostrata verso la collaborazione civica.
La richiesta di un organismo di coordinamento nasce dalla necessità di capitalizzare un risultato raro. Il Comitato spinge affinché il nuovo strumento per il Centro Storico di Modica sia il “contenitore di tutte le istanze e di tutti i bisogni”, seguendo una logica inclusiva che non penalizzi nessuno. La fase di ascolto si è conclusa e ora la città attende che la disponibilità del Sindaco a concertare le scelte politiche si traduca in atti amministrativi concreti.
Uno dei punti cardine della proposta riguarda l’eterogeneità dei componenti che dovranno sedere al tavolo. Non si tratterà solo di un consesso di esperti, ma di un gruppo di lavoro che includa la più ampia platea di attori sociali. L’auspicio del Comitato è che la struttura venga “strutturata in modo tale da dare la massima rappresentatività, includendo la più ampia platea di attori, dalle comunità straniere ai giovani, dalle parrocchie alle associazioni”.
L’accento è posto anche sul contributo dei giovani professionisti locali e degli anziani, portatori rispettivamente di competenze tecniche e memoria storica. Questo approccio intersezionale punta a trovare soluzioni che guardino alla realtà dal punto di vista di chi la vive quotidianamente. Solo attraverso questa partecipazione attiva sarà possibile definire le priorità per il rilancio del patrimonio architettonico e sociale di Modica, evitando che il centro diventi un guscio vuoto ad uso esclusivo dei flussi turistici.




