Nonostante il calendario e le prime fioriture suggeriscono il contrario, l’inverno non ha ancora deposto le armi. Il clima bizzarro di questo inizio marzo è il risultato di complessi equilibri atmosferici che, proprio in queste ore, stanno subendo un drastico ribaltone. Per capire cosa ci aspetta, dobbiamo guardare in alto, verso la corrente a getto.
Il fenomeno: l’amplificazione artica e lo “zig-zag” del clima
Il concetto chiave è l’amplificazione artica. Quando il contrasto termico tra il Polo Nord e i Tropici si accentua eccessivamente, il cosiddetto Jet Stream — il grande “fiume d’aria” che scorre ad alta quota — perde velocità e inizia a ondeggiare.
Invece di scorrere linearmente, la corrente crea delle profonde anse:
- Le discese gelide: L’aria polare scivola verso sud.
- Le risalite africane: In risposta, masse d’aria calda risalgono verso nord.
Questo scenario ha creato situazioni paradossali: mentre le Isole Canarie e il Marocco hanno vissuto un inverno insolitamente rigido e piovoso (con accumuli record per zone solitamente secche), poco più a est l’Italia è stata lambita da flussi meridionali più miti.
Il “blocco” atmosferico e la finta primavera
Un’altra anomalia che ha caratterizzato questo 2026 è la situazione di blocco. La corrente a getto tende a incastrarsi in posizioni stazionarie, ripetendo ossessivamente lo stesso schema meteorologico.
A febbraio abbiamo visto una “cupola” anticiclonica stazionare tra Francia e Spagna, portando temperature primaverili persino in Germania. Anche in Italia, in questo esordio di marzo, le colonnine di mercurio hanno spesso sfiorato i 20°C, regalando un’illusione di stabilità. Ma si tratta di una facciata estremamente fragile.
Verso metà marzo: il ribaltone del Vortice Polare
Mentre ci avviciniamo all’equinozio e le giornate si allungano, il Vortice Polare è tutt’altro che sconfitto. I modelli matematici più avanzati indicano che il mostro gelido ha ancora cartucce da sparare.
Attorno alla metà del mese di marzo, è previsto un cambiamento radicale:
- Cedimento dell’alta pressione: La cupola calda che ci ha protetto finora inizierà a sgretolarsi.
- Incursioni artiche: È probabile un ritorno brusco di freddo e neve, con un tracollo termico che ci riporterà in pieno inverno in poche ore.
In sintesi: Non riponete ancora i cappotti pesanti. Le anomalie termiche di queste settimane sono solo il preludio a uno scontro tra masse d’aria che promette di movimentare — e non poco — la seconda parte del mese.




