Acireale – In occasione del novantaduesimo compleanno dell’artista Turi Sottile, figura di spicco dell’astrazione e dell’ermetismo pittorico contemporaneo, riceviamo e pubblichiamo un’accorata lettera di auguri e riflessione critica firmata da Rosario Sprovieri. Un tributo che ripercorre la poetica di un maestro capace di trasformare la luce della sua Sicilia in una materia universale.
“Le 92 candeline di Turi Sottile non sono semplici lumi, ma rifrazioni di quella “luce-materia” che da quasi un secolo abita e fa palpitare le sue tele. Celebrare il Maestro ad Acireale è come sfogliare un canzoniere dove il pennello si è fatto penna e, lo spartito è diventato già colore. Se l’arte del maestro Turi Sottile fosse musica, sarebbe come una bella sinfonia di Debussy: una specie di “Cattedrale Sommersa” che emerge dalla Sicilia per farsi universale. La sua gestualità non è rumore, ma un ritmo colto, danza tra segno e spazio che ricorda proprio quelle variazioni barocche della sua terra natale, armonie pietrificate, spogliate però del superfluo per tentare di raggiungere l’essenza della visione, dell’astrazione, dell’utopia. Lo hanno chiamato: “poeta di chi non ha voce”, nella recente mostra alla BNL-Paribas, a pochi metri dalla stazione Tiburtina. Sottile opera un vero “trasferimento al di là del visibile” che profuma di ermetismo.
Scarno, essenziale come il verso di Ungaretti, ogni suo gesto sulla tela è una parola scavata nel silenzio, un’illuminazione che trasforma il supporto fisico in una pagina metafisica. Di recente in Sicilia per la mostra; L’Ombra del Gesto, Al SilvaSuriMuseum, le opere esposte sono apparse come canti intonati di un’unica antologia. Della rassegna è stato realizzato un mini-documentario che non è che il racconto filmico di questa lirica materica, ma un vero discorso, dove la “traccia” lasciata dall’artista è l’impronta di un’anima che dialoga – come Leopardi – con l’infinito. Radici e Cosmogonìe: Partito dalla bottega acese a nove anni, Sottile ha portato con sé vigore e la grazia filtrandoli attraverso una sensibilità mediterranea che, ricorda la prosa densa di Gesualdo Bufalino: una “luce che si libera dalla materia”, proprio come l’intelligenza siciliana si libera dall’isolamento per farsi cultura mondo. Adesso il maestro ha pensato ad un vero Dono d’Amore, con la destinazione di 60 opere alla sua Acireale, cosa che non è stata semplicemente il coronamento di un complesso iter burocratico, ma l’ultimo capitolo di un poema epico dedicato alla sua gente. Un gesto di solidarietà tangibile e vero.
Auguri, Maestro, “ombra” luminosa che continua a insegnarci come il colore possa essere, contemporaneamente, canto e silenzio. Turi Sottile è un crocevia discreto e intenso, dove il silenzio della tela si fa polifonia. Ecco, il mio umile tentativo di tradurre in versi la sua “visione cosmica”, per dar seguito a quei suoi legami sottili e impalpabili con la lirica e la musica.
Il Maestro Sottile distilla questo sale,
lo mescola al fango di Acireale e alla polvere del tempo,
perché ogni sua tela sia isola e approdo dei naviganti
e rechi il dono d’una pace antica, che sia porto di riflessione interrogativo esistenziale del nostro essere: chi siamo, da quale sponda muoviamo il passo e, verso quale ignoto orizzonte andiamo.
La mano danza un ritmo d’infinito,
e la luce, finalmente sciolta,
emigra dove il colore si fa canto.

Sottile è stato spesso raccontato come “pittore-poeta”. Il suo legame con la letteratura non è illustrativo, ma strutturale. La sua pittura condivide il pathos della poesia di Giuseppe Ungaretti e di Salvatore Quasimodo quella ricerca della parola (o quella del segno) essenziale.
Sottrazione e Silenzio: Come i poeti ermetici cercavano la “purezza” della parola nel vuoto della pagina, Sottile cerca la purezza del gesto e del tocco, nello spazio bianco. Le sue “visioni” sono similitudini visive tangibili, dove un tratto di rosso o un addensamento materico valgono quanto e forse più, verso folgorante. La critica e alcuni critici spesso hanno spesso accostato la fluidità di Sottile alle costruzioni della musica contemporanea e della musica d’ambiente. Dinamismo e Vibrazione: La sua pittura ha dentro sonorità incredibili, la gestualità, la ricchezza “densa di luce”, richiama le composizioni di Luciano Berio o le atmosfere sospese del maestro estone Arvo Pärt, dove il suono (come il colore) si espande per onde e risonanze. Improvvisazione Colta: Come nel Jazz d’avanguardia, il gesto di Sottile appare immediato ma è frutto di una disciplina rigorosissima. C’è un ritmo interno nelle sue tele, una “pulsazione” cromatica che trasforma la superficie piatta in una partitura vibrante. Turi Sottile non dipinge immagini, ma compone visioni dove il confine tra ciò che si vede, ciò che si legge e ciò che si ascolta svanisce definitivamente. La visionarietà, allora, non ha età. Auguri giovane maestro Sottile. Che la tua opera accompagni ancora il nostro cammino. (Di Rosario Sprovieri)




