Gran parte di Divorzio all’italiana, la commedia di Pietro Germi uscita nel 1961, è stata girata a Ispica, in provincia di Ragusa. Il paese siciliano immaginario in cui vive il barone Ferdinando Cefalù, interpretato da Marcello Mastroianni, ha le strade, le chiese e le scalinate del centro ispicese; alcune scene furono girate invece a Catania e a Ragusa Ibla.
Il film è uno dei titoli più premiati della commedia all’italiana. L’8 aprile 1963 ha vinto l’Oscar per la sceneggiatura scritta direttamente per lo schermo, firmata da Ennio De Concini, Alfredo Giannetti e dallo stesso Germi, come risulta dall’archivio dell’Academy. Nella stessa edizione Mastroianni era candidato come miglior attore protagonista e Germi per la regia. Un anno prima, al Festival di Cannes del 1962, il film in concorso aveva ottenuto il premio per la migliore commedia.
La trama e il bersaglio: il delitto d’onore
Fefè, nobile decaduto, è sposato con Rosalia, interpretata da Daniela Rocca, ed è innamorato della giovane cugina Angela, che ha il volto di una giovanissima Stefania Sandrelli. Non potendo divorziare, il barone progetta di spingere la moglie tra le braccia di un amante per poi ucciderla e ottenere la pena ridotta prevista per chi uccideva per causa d’onore. Il racconto è affidato alla voce fuori campo del barone, che commenta i propri piani con distacco. Nel cast ci sono anche Leopoldo Trieste e Lando Buzzanca.
Il bersaglio della satira è l’articolo 587 del codice penale, che puniva con la reclusione da tre a sette anni chi uccideva il coniuge, la figlia o la sorella scoprendone una relazione, nello stato d’ira causato dall’offesa al proprio onore o a quello della famiglia. Nel film la norma viene citata in modo esplicito e diventa il motore di tutta la vicenda, ambientata in un’Italia in cui il matrimonio non si poteva sciogliere.
Il divorzio arrivò solo con la legge 898 del 1° dicembre 1970, quasi dieci anni dopo l’uscita della pellicola. La causa d’onore resistette ancora più a lungo: fu cancellata dal codice con la legge 5 agosto 1981, n. 442, vent’anni dopo il film di Germi.
Il soggetto prende spunto dal romanzo Un delitto d’onore di Giovanni Arpino, ambientato in Irpinia. Germi e gli sceneggiatori spostarono la vicenda in Sicilia e la trasformarono in una commedia, scegliendo un paese barocco del Sud-Est come scenografia naturale.
I luoghi del set a Ispica
Il cuore del set è la chiesa di San Bartolomeo, su corso Umberto I. La sua scalinata compare in molte scene, attraversata dai protagonisti, e il campanile è ben visibile soprattutto nella sequenza del funerale del padre di Angela, secondo la scheda del film su Italy for Movies, il portale nazionale delle location cinematografiche.
Davanti alla chiesa, in via Foscolo, c’era il bar con i tavolini all’aperto che fa da sfondo a diverse scene. All’incrocio tra corso Umberto I e via Matteotti la produzione aggiunse un obelisco costruito apposta per il film: un elemento di scena che non faceva parte dell’arredo urbano del paese.
In via Dante è ambientata la corsa di Fefè con la pistola in mano, una delle sequenze più note, che coinvolge anche la basilica della Santissima Annunziata. Per le scene di mare la troupe scelse la spiaggia di Santa Maria del Focallo e le vicine dune di Maccone Bianco, un tratto di costa che oggi è area protetta.
Le altre location tra Catania e Ragusa Ibla
Non tutto il film è stato girato a Ispica. Alcune sequenze sono ambientate a Catania, in piazza Duomo, con la fontana dell’Elefante, e al porto di Ognina, dove il barone siede al bar. Tra le location del film sono indicati anche l’interno del duomo di San Giorgio a Ragusa Ibla e il teatro Bellini di Adrano, usato per le scene al cinematografo.
Da allora la provincia di Ragusa è tornata più volte davanti alla macchina da presa. Dalla fine degli anni Novanta le riprese de Il commissario Montalbano hanno portato le troupe tra Scicli, Punta Secca e Ragusa Ibla, come raccontato nella nostra guida ai luoghi di Montalbano.
Come visitare i luoghi del film
I luoghi del set ispicese si trovano nel centro abitato: la chiesa di San Bartolomeo, via Foscolo, l’incrocio con via Matteotti e via Dante si possono vedere in una passeggiata. Santa Maria del Focallo è invece la frazione balneare di Ispica, sulla costa a sud del paese, e si raggiunge in auto.
Il legame tra il paese e la pellicola è ancora vivo. Nel maggio 2019 il tour «Visitiamo e degustiamo Ispica» toccò i luoghi in cui Germi girò il film con Mastroianni e Sandrelli, come avevamo raccontato all’epoca.
A oltre sessant’anni dall’uscita, Divorzio all’italiana fa parte dei 100 film italiani da salvare, l’elenco nato alle Giornate degli Autori della Mostra del cinema di Venezia per indicare le opere che hanno segnato la memoria collettiva del Paese tra il 1942 e il 1978.

