Vittoria ha conferito l’onorificenza civica «Vittoria Insigne» a Salvatore Tolaro, 72 anni, il cardiologo che dal 1993 al 2025 ha guidato il Centro di interventistica cardiovascolare del Centro Cuore Morgagni di Pedara. La consegna è avvenuta nella Sala degli Specchi, piena di cittadini, familiari ed ex compagni di scuola. Con questo riconoscimento l’amministrazione comunale premia le personalità che hanno dato lustro alla città.
La parte più sentita della serata non è arrivata dal palco istituzionale. Alcuni ex compagni di scuola hanno consegnato di persona dei doni al medico. Lui ha ripercorso l’infanzia in un quartiere popolare della città e gli anni della formazione, un cammino che ha descritto come tutt’altro che semplice.
Tolaro si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1981 all’Università di Catania, con il massimo dei voti. Poi sono arrivate le specializzazioni in cardioangiochirurgia e in cardiologia, con indirizzo interventistico cardiovascolare. I primi anni di lavoro li ha passati tra l’Università e l’Ospedale Ferrarotto di Catania, in cardiochirurgia e nei trapianti.
A Pedara si è occupato soprattutto di cardiopatia ischemica, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva e malattie delle arterie carotidi. Ha applicato tecniche interventistiche innovative e ha firmato pubblicazioni in Italia e all’estero. Ha anche lavorato e si è formato negli Stati Uniti, tra l’altro al Medical Center di Brooklyn.
Dal 2025 segue un progetto sanitario e umanitario nella Repubblica Democratica del Congo, insieme all’Università Cattolica del Graben e alla Diocesi di Butembo.
Fuori dalla sala operatoria coltiva la letteratura, l’arte e la fotografia. Ha studiato il «Viaggio in Italia» di Goethe e il rapporto dello scrittore con la Sicilia. Ha documentato i siti siciliani patrimonio UNESCO e ha approfondito le opere sacre di Frate Umile da Petralia.
Il sindaco Francesco Aiello ha insistito sulle radici: «Quella di Salvatore Tolaro è una storia profondamente vittoriese. È la storia di un giovane nato e cresciuto in un quartiere popolare, che ha saputo costruire il proprio futuro attraverso lo studio, la volontà e il sacrificio». Secondo il sindaco il premio va oltre la carriera: «Celebriamo il valore dello studio, della ricerca, della cultura e della capacità di mettere ciò che si è imparato al servizio degli altri».
L’assessore alla Cultura Arturo Barbante ha invece parlato della varietà di interessi del medico: «La vicenda del dottor Tolaro dimostra che la formazione di una persona non si esaurisce nella professione che esercita».
Poi si è rivolto ai giovani della città: «Le condizioni di partenza non devono necessariamente rappresentare un limite e la conoscenza può diventare uno strumento per costruire il proprio futuro e, nello stesso tempo, restituire qualcosa alla comunità».



