A Ragusa la CGIL riunisce venerdì 2 ottobre alle 10 sindaci, deputati regionali, associazioni datoriali e cittadini per discutere del caro carburante. Il tema è il peso dei rifornimenti su chi deve usare l’auto ogni giorno per andare al lavoro. L’assemblea territoriale si tiene nella sala riunioni della sede provinciale del sindacato.
Al tavolo la CGIL porterà una proposta precisa. Chiede un contributo specifico per i lavoratori pendolari che devono usare il mezzo privato perché il trasporto pubblico manca, non basta o non si concilia con gli orari di lavoro. Il sindacato vuole presentarla al Governo regionale e alla deputazione siciliana.
L’iniziativa è partita dal segretario provinciale Giuseppe Roccuzzo. Alla base c’è un dato del territorio ibleo: migliaia di lavoratrici e lavoratori percorrono ogni giorno decine di chilometri con la propria auto per raggiungere il posto di lavoro. Per molti di loro autobus e treni non sono un’alternativa possibile, perché i loro orari non coincidono con quelli dei turni.
«Non possiamo limitarci a registrare l’aumento dei prezzi alla pompa e le difficoltà delle famiglie», ha dichiarato la CGIL di Ragusa. «In questa provincia spostarsi per lavorare rappresenta un costo sempre più pesante e, per molti, non esiste neppure la possibilità di scegliere un mezzo alternativo all’auto».
Il sindacato ha invitato anche gli amministratori locali e le forze sociali. L’obiettivo è mettere tutti i soggetti coinvolti attorno allo stesso tavolo e uscire dall’incontro con proposte concrete.
Nelle intenzioni della CGIL, l’assemblea di venerdì è il primo passo verso una mobilitazione più ampia in provincia. Da lì dovrebbe nascere una posizione comune da tradurre in richieste precise alla Regione e al Governo nazionale.



