Tre sostegni per chi ha figli, ciascuno con regole e scadenze proprie. Nel 2026 le famiglie italiane possono contare sull’Assegno Unico e Universale, che arriva fino a 203,80 euro al mese per ogni figlio minorenne. C’è poi il Bonus asilo nido, con una procedura di domanda che cambia rispetto al passato. Infine il Bonus nuovi nati, 1.000 euro una tantum che si perdono se la richiesta arriva oltre i 120 giorni.
È proprio quest’ultimo termine a richiedere più attenzione. Il bonus spetta per i bambini nati, adottati o entrati in affidamento preadottivo nel 2026. Serve un ISEE per le prestazioni familiari riferito al minore non superiore a 40.000 euro. Il conteggio dei 120 giorni parte dalla nascita, dall’adozione o dall’ingresso in famiglia, e dopo quella soglia il diritto decade. Contando a ritroso da martedì 29 settembre, i 120 giorni riportano ai primi di giugno. Chi ha avuto un figlio nei primi cinque mesi dell’anno e non ha ancora presentato la domanda è quindi già fuori tempo.
Assegno Unico, gli importi 2026
L’importo pieno di 203,80 euro al mese per figlio minorenne spetta ai nuclei con ISEE fino a 17.468,51 euro. Sopra questa soglia la cifra scende progressivamente. Si arriva al minimo di 58,30 euro mensili quando l’ISEE è pari o superiore a 46.582,71 euro, oppure quando la famiglia non lo presenta affatto.
Alla quota base si possono sommare diverse maggiorazioni. Sono previste per i nuclei numerosi, per i figli con disabilità, per i bambini piccoli e per le famiglie in cui entrambi i genitori hanno un reddito da lavoro.
Bonus asilo nido, cosa cambia
Il Bonus asilo nido 2026 aiuta a pagare le rette dei nidi pubblici e privati per i bambini sotto i tre anni. Copre anche l’assistenza a domicilio quando il bambino ha una grave patologia cronica che gli impedisce di frequentare il nido.
La novità riguarda la domanda. Da quest’anno può restare valida fino al mese di agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni, quindi non va ripresentata da capo ogni anno. Resta però l’obbligo di indicare, anno per anno, le mensilità da rimborsare e di allegare la documentazione delle spese.
Ricevute e attestazioni di pagamento si possono caricare entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello delle mensilità richieste. Per le rette pagate nel 2026, quindi, il termine è il 30 aprile 2027. Senza i documenti di pagamento il rimborso non arriva: vanno conservati per tutto l’anno.



