A Catania la cenere dell’Etna ha fermato i voli, e sabato 26 settembre tra i passeggeri rimasti a terra c’era anche il giornalista Salvatore Di Salvo. Doveva partire per Milano con la moglie e la figlia. Dopo la cancellazione del volo la famiglia ha dovuto trovare da sola un’alternativa. Ora Di Salvo chiede alla Protezione civile regionale di occuparsi dei passeggeri più fragili rimasti nello scalo.
«Adesso il problema è soprattutto quello dell’assistenza», ha detto Di Salvo, riferendosi a bambini, anziani e persone malate. Secondo il suo racconto, in aeroporto si sarebbero trovati senza un supporto adeguato.
Dopo lo stop la famiglia ha contattato la Sac, la società che gestisce l’aeroporto, e la compagnia aerea, ma all’inizio non è arrivata una soluzione. «È iniziata una vera odissea», ha raccontato il giornalista, che parla di rimpalli sulle competenze e sulla possibilità di essere riprotetti su un altro volo.
Anche le alternative via terra erano complicate. Di Salvo ha riferito che un altro passeggero avrebbe pensato di raggiungere Palermo in taxi, con una spesa di circa 420 euro. Per la sua famiglia, però, non c’era abbastanza tempo per uno spostamento del genere.
Alla fine il programma è cambiato del tutto. Di Salvo e la moglie hanno rinunciato al viaggio e la figlia è partita da sola per Milano. Il padre l’ha accompagnata in auto fino all’aeroporto di Lamezia Terme, con l’attraversamento dello Stretto in traghetto.
Il conto: 260 euro per il nuovo biglietto aereo, più di 100 euro di carburante e 47 euro per il traghetto. In totale oltre 400 euro, senza contare le altre spese del viaggio.
Il giornalista ha poi scritto a Salvo Cocina, responsabile della Protezione civile regionale. Gli ha chiesto un intervento per chi, in aeroporto, è più in difficoltà. «Credo che la Protezione civile, a questo punto, considerata la situazione descritta, dovrebbe intervenire», ha dichiarato.
Di Salvo ha criticato anche il modo in cui la Sac ha gestito l’emergenza, fino a dire che «qualcuno dovrebbe dimettersi». In attesa che lo scalo etneo torni alla normalità, alcuni passeggeri continuano a organizzarsi da soli, tra nuovi biglietti e trasferimenti via terra verso altri aeroporti.



