Il consorzio del Cioccolato di Modica IGP sarà a Montecitorio mercoledì 30 settembre, alle 15.30, nella Sala della Regina. Assisterà alla presentazione della «Relazione sul patrimonio agroalimentare: frodi economiche, mercato e tutela del consumatore». A invitarlo è stato il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali e agroalimentari. A Roma andranno il presidente Salvo Peluso e il direttore Nino Scivoletto.
Il consorzio porta a Roma soprattutto un problema: la contraffazione. Sul mercato circolano quantità considerevoli di cioccolato spacciato per modicano senza esserlo. Si trova nei negozi tradizionali, ma passa soprattutto dalle piattaforme di vendita online.
L’invito arriva due anni dopo la visita che una delegazione della Commissione, guidata dal presidente Jacopo Morrone, fece il 24 settembre 2024 nella sede del consorzio a Modica. In quell’occasione Scivoletto ripercorse le tappe che nell’ottobre 2018 portarono al riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta. Il Cioccolato di Modica è stato il primo cioccolato europeo a ottenerla, e a oggi resta l’unico.
Durante quella visita i commissari si soffermarono sul Passaporto digitale, il sistema anticontraffazione che un prodotto agroalimentare certificato ha adottato per la prima volta in Italia. Il consorzio l’ha sviluppato con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, CSQA Certificazioni e Fondazione Qualivita. Ogni barretta ha un contrassegno con QR code: chi la compra lo inquadra con lo smartphone e ne verifica subito autenticità e provenienza.
Il nodo è la crescita. La produzione certificata è passata da 171 tonnellate nel 2019 a 352 tonnellate nel 2025, più del doppio in sei anni. Più il marchio vale, più attira chi lo imita.
Alle istituzioni il consorzio chiede controlli più serrati da parte dell’ICQRF, l’ispettorato del ministero dell’Agricoltura contro le frodi, e più attività dei Carabinieri per la tutela agroalimentare e della Guardia di Finanza. Chiede anche una vigilanza specifica sull’uso della denominazione nei prodotti trasformati.
La dicitura «Cioccolato di Modica IGP» compare spesso nella pubblicità di lievitati, gelati, dessert e piatti pronti. Secondo il consorzio, in alcuni casi quei prodotti non contengono il cioccolato certificato.
Da tempo il consorzio chiede una campagna informativa capillare sul Passaporto digitale. Oggi lo usano anche altre filiere certificate: l’Aceto Balsamico di Modena IGP, l’Olio Roma DOP e il Pistacchio di Raffadali DOP. L’ultima richiesta riguarda lo Stato e la Rai. Il consorzio vuole che le istituzioni nazionali e il servizio pubblico radiotelevisivo promuovano con più decisione le produzioni DOP e IGP, così che i consumatori possano riconoscerle a colpo d’occhio.



