Da Ragusa arriva la richiesta di una riforma dell’ordinamento dei commercialisti che guardi lontano e non si limiti a ritoccare le regole esistenti. A chiederla è Giovanni Frasca, presidente provinciale dell’Associazione nazionale commercialisti (Anc). Frasca è intervenuto nel dibattito sulla revisione del decreto legislativo 139 del 2005, la norma che disciplina la professione di dottore commercialista ed esperto contabile. Lo ha fatto riprendendo le riflessioni emerse durante l’incontro pubblico promosso a livello nazionale dall’Anc e dal suo presidente, Marco Cuchel.
Per il presidente ragusano la posta in gioco va oltre il singolo testo di legge. «Non stiamo discutendo una semplice modifica normativa», ha detto Frasca. «Il decreto legislativo 139 del 2005 rappresenta la carta fondamentale della nostra professione. Per questo motivo la domanda non può essere se la riforma venga approvata o meno, ma se sarà davvero in grado di accompagnare la professione dei commercialisti nei prossimi vent’anni».
Il decreto ha ventuno anni e nel frattempo il mestiere è cambiato. Frasca cita la digitalizzazione, le nuove esigenze delle aziende, la riforma fiscale e l’evoluzione tecnologica. Secondo lui sono questi i fattori che stanno trasformando il ruolo del commercialista e che rendono necessario un ordinamento moderno e chiaro, capace di valorizzarne l’identità professionale.
Il presidente dell’Anc Ragusa vuole che la riforma parta proprio dall’identità. «Prima ancora di elencare le attività che svolgiamo, occorre definire chi siamo», ha spiegato. «Il commercialista è un professionista esperto nelle materie economiche, finanziarie, giuridiche, contabili e fiscali. Questa identità va riconosciuta e tutelata, perché rappresenta il fondamento del nostro rapporto con le imprese, i cittadini e la pubblica amministrazione».
Il secondo fronte riguarda gli Ordini. Frasca chiede regole certe, una rappresentanza equilibrata della categoria e un legame forte con i territori. «Gli Ordini territoriali continuano a rappresentare un presidio fondamentale di prossimità per i professionisti», ha detto. «Ogni intervento di riforma deve preservare questo valore e rafforzare la partecipazione della categoria alle scelte che la riguardano».
Nel nuovo assetto ordinistico, secondo Frasca, dovranno trovare spazio anche la rappresentanza dei giovani professionisti, l’equilibrio di genere e la valorizzazione delle competenze.
L’Anc ha seguito l’iter con proposte e osservazioni, e non tutte sono passate. «Alcune sono state accolte, altre no», ha detto Frasca. «Ma una questione resta fondamentale: gli emendamenti possono essere respinti, i problemi che intendono affrontare no». L’associazione chiede quindi al legislatore di proseguire il confronto e di completare il lavoro avviato, valutando nel merito le criticità ancora aperte.
«Dopo vent’anni di attesa abbiamo l’opportunità di costruire un ordinamento moderno, capace di rafforzare la professione, dare certezza alle regole e rispondere alle sfide del futuro», ha aggiunto il presidente provinciale. «I commercialisti meritano una riforma vera, non una semplice manutenzione dell’esistente».



