Durante la vendemmia la Sicilia offre alcuni dei suoi sapori più caratteristici. Tra le ricette legate a questo periodo dell’anno ci sono i cuddureddi nel mosto, un antico dolce della tradizione di Scicli e del territorio ibleo. I cuddureddi di Scicli o i lolli a Modica sono un tipo di pasta fresca che si ottengono dall’impasto di farina di semola di grano duro e il mosto d’uva. Il risultato è un dessert dal gusto intenso, rustico e profondamente legato alla cucina siciliana.
A seconda della zona, questa preparazione può assumere nomi differenti. A Modica la ricetta è conosciuta come lolli nto mustu aruci.
Cosa sono i cuddureddi nel mosto
I cuddureddi sono piccoli dolci preparati tradizionalmente nel periodo della vendemmia, quando il mosto fresco diventa uno degli ingredienti principali della cucina di campagna. La ricetta nasce dall’utilizzo di prodotti semplici: farina di grano duro, mandorle, zucchero, cannella e mosto. Ingredienti poveri, ma capaci di creare un dolce particolarmente aromatico.
Il mosto: l’ingrediente simbolo della ricetta
Tradizionalmente si utilizzava il mosto appena ottenuto dalla pigiatura dell’uva. La preparazione richiedeva diversi passaggi e un certo tempo, perché il liquido doveva essere trattato e filtrato prima di poter essere impiegato in cucina.
Il carattere del dolce dipende anche dal tipo di uva utilizzata. Un mosto più scuro e intenso darà un risultato differente rispetto a quello ottenuto da uve bianche, generalmente più delicato.
Per chi vuole preparare la ricetta a casa senza affrontare l’intero procedimento tradizionale, oggi è possibile trovare anche mosto già trattato e pronto per la preparazione.
Ingredienti per preparare i cuddureddi
Per circa 2 litri di mosto sono necessari:
Per la pasta
- 500 g di farina di grano duro
- circa 300 g di mosto freddo
- altro mosto, se necessario, per regolare la consistenza dell’impasto
Per il ripieno
- mandorle pelate e tostate
- zucchero
- cannella
- qualche cucchiaio di mosto
Le quantità del ripieno possono essere modificate secondo il gusto personale e in base alla quantità di dolcetti da preparare.
Come si preparano i cuddureddi nel mosto
1. Preparare la pasta
Disponete la farina di grano duro in una ciotola e aggiungete gradualmente il mosto freddo. Impastate fino a ottenere un composto uniforme, morbido ma abbastanza consistente da poter essere steso e lavorato. Una parte dell’impasto può essere tenuta da parte per preparare anche i tradizionali cappieddi ri parrinu.
2. Preparare il ripieno alle mandorle
Scottate le mandorle in acqua calda e privatele della pellicina. Dopo averle asciugate, tostatele leggermente e tritatele. Trasferitele in una ciotola e unite zucchero e cannella.Aggiungete poco alla volta il mosto, mescolando fino a ottenere un composto compatto e facilmente lavorabile.
3. Dare forma ai cuddureddi
Dopo aver preparato l’impasto con farina e mosto lasciate riposare per qualche minuto. Poi ricavate dei salsicciotti, tagliate a tocchetti, cavate con forchetta o pettine. Poi cuocete nel mosto come si cuoce la pasta fresca.
La cottura nel mosto
Versate il mosto in una pentola sufficientemente capiente e portatelo a ebollizione. È importante utilizzare una pentola ampia perché durante il riscaldamento il mosto può aumentare di volume. Quando il liquido è caldo e raggiunge il bollore, immergete delicatamente i cuddureddi e lasciateli cuocere per circa 15 minuti.
Al termine della cottura trasferiteli nei piatti e completateli con una spolverata di mandorle tritate. Il dolce può essere gustato caldo oppure lasciato raffreddare e consumato successivamente.
I cappieddi ri parrinu: la specialità da preparare insieme ai cuddureddi
Nella tradizione sciclitana i cuddureddi sono spesso associati ai cappieddi ri parrinu, piccoli fagottini di pasta che ricordano nella forma dei ravioli. Il ripieno prevede generalmente mandorle tostate e tritate, zucchero e cannella. Per rendere il ripieno ancora più profumato si può aggiungere la scorza grattugiata di limone o arancia.
La pasta viene tirata più sottile, farcita e chiusa a formare piccoli fagottini. Anche in questo caso la cottura avviene direttamente nel mosto.
Cuddureddi e cappieddi possono quindi essere preparati contemporaneamente e portati in tavola insieme.
Una ricetta che racconta la vendemmia siciliana
I cuddureddi nel mosto non sono soltanto un dolce tradizionale: rappresentano il legame tra la cucina siciliana e il ciclo della vendemmia. La ricetta valorizza infatti uno degli ingredienti più caratteristici di quel periodo, trasformando il mosto appena prodotto in una preparazione dolce da condividere in famiglia.
Come molte ricette della tradizione, anche questa è stata tramandata attraverso la pratica quotidiana e può presentare piccole differenze nelle quantità, nella forma e nella preparazione a seconda della famiglia e della zona.
È proprio questa varietà a rendere interessanti i dolci tradizionali siciliani: dietro ogni preparazione si trova una storia fatta di territori, stagioni e consuetudini locali.
Come servire i cuddureddi
Una volta cotti, i cuddureddi possono essere serviti ancora tiepidi, completandoli con mandorle tritate. Sono ideali da gustare nel periodo autunnale, soprattutto durante la stagione della vendemmia, quando il mosto è disponibile fresco.
Il loro sapore combina la dolcezza del mosto con il gusto delle mandorle e il profumo della cannella, creando un dessert semplice ma molto caratteristico.



