RAGUSA – I lavori di adeguamento alla normativa antincendio interni nella scuola Diodoro Siculo si sono conclusi, con tre giorni di ritardo rispetto all’avvio dell’anno scolastico. Lo ha reso noto il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, che ha attribuito il ritardo a uno slittamento nella consegna delle porte del cantiere. Gli uffici comunali avevano aperto il cantiere nell’edificio durante la chiusura estiva dell’istituto.
Per i primi giorni di scuola, la dirigenza dell’istituto ha attivato una turnazione pomeridiana per gli alunni della primaria e della secondaria di primo grado. Il Comune aveva avvisato la scuola della necessità di tre giorni supplementari il 10 settembre, mettendosi a disposizione per contenere il disagio. La scelta sull’organizzazione delle lezioni è spettata alla scuola, competente in materia.
Il Comune ha ottenuto un finanziamento di 200mila euro per adeguare la Diodoro Siculo alla normativa antincendio. Il finanziamento, arrivato tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate 2026, imponeva un cronoprogramma rigido: affidamento dei lavori entro il 30 giugno. Il Comune ha aggiudicato l’appalto il 23 giugno, rispettando la scadenza nonostante i tempi tecnici delle gare d’appalto.
Chiusa la scuola per l’estate, il cantiere ha seguito un programma che prevedeva di completare gli interventi interni entro l’avvio delle lezioni. I lavori esterni proseguiranno nelle prossime settimane con piccoli accorgimenti, ha spiegato Cassì, senza interrompere lo svolgimento delle lezioni.
Secondo il sindaco, nei giorni scorsi sono circolati comunicati politici critici sull’operato dell’amministrazione, con espressioni come «vergognoso», «irresponsabilità politica» e «si procede a tentoni». Cassì ha collegato a quelle prese di posizione anche un sopralluogo in cantiere che, ha detto, non era stato autorizzato dal Comune.
Cassì ha respinto le accuse, definendo la vicenda un paradosso: «Di fronte a un finanziamento così corposo, a un intervento così importante e a poche giornate di disagi a inizio anno scolastico, infangare per un banale ritardo nelle forniture l’impegno di chi ha lavorato tutta l’estate è quantomeno un paradosso».



