Il confronto tra le opzioni per parcheggio liquidità viene quasi sempre impostato sul tasso. Si guardano le offerte, si ordina per rendimento lordo e si sceglie il numero più alto.
È un criterio incompleto per due ragioni. Il rendimento lordo non è quello che arriva al risparmiatore, perché la fiscalità applicata ai due strumenti è diversa in misura sostanziale. E strumenti con rendimenti simili possono comportarsi in modo molto diverso se il denaro serve prima del previsto.
La scelta dipende quindi più dall’orizzonte e dalla funzione che dal decimale di rendimento.
Perché la liquidità ha una funzione
Risparmiare per investire presuppone un passaggio intermedio che raramente viene definito: dove tenere le somme nel periodo in cui non sono ancora impiegato.
Quel periodo può durare mesi o anni, e la destinazione dipende dallo scopo:
- La riserva di emergenza , che richiede disponibilità immediata e nessuna oscillazione
- Una spesa programmata con dati certi, che consente di vincolare fino a quella scadenza
- Liquidità in attesa di impiego , il cui orizzonte è incerto per definizione
- La quota difensiva di un portafoglio, con funzione di stabilizzazione
Ognuna tollera un grado diverso di vincolo, ed è questo a orientare la scelta più del rendimento.
L’effetto della tassazione
La differenza più rilevante tra le due opzioni non dipende dai tassi di mercato ma dalla normativa.
Un confronto pubblicato quest’anno lo illustra con un esempio: su un rendimento lordo del 3%, il conto deposito restituisce circa il 2,22% netto dopo la ritenuta del 26%, mentre lo stesso 3% lordo su un titolo di Stato si traduce in circa il 2,63% netto dopo l’applicazione dell’aliquota agevolata al 12,5%.
Sono circa quattro decimi di punto di parità di rendimento lordo, che su importi rilevanti e su più anni producono differenze consistenti.
Il punto essenziale è che questo diverso non si riduce quando i tassi scendono. È strutturale, deriva dall’aliquota e resta costante in termini relativi.
Le differenze
Oltre alla fiscalità esistono differenze che riguardano garanzie, rischi e trattamenti collaterali.
Una ricostruzione del confronto riassume così i termini: i titoli di Stato beneficiano dell’aliquota agevolata del 12,5% e sono esclusi dal calcolo dell’ISEE e dall’imposta di successione , mentre i conti deposito sono tassati al 26% e il capitale è incluso nel calcolo dell’ISEE, entrambi sono soggetti all’imposta di bollo dello 0,20% annuo, ei conti deposito sono coperti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 100.000 euro per depositante per banca mentre i titoli di Stato comportano il rischio sovrano della Repubblica Italiana.
Garanzia e oscillazione
Il conto deposito ha un valore che non varia: il capitale resta quello depositato e il rendimento è contrattualmente definito. Il titolo di Stato ha un prezzo di mercato che oscilla fino alla scadenza, momento in cui viene rimborsato al valore nominale.
Chi porta il titolo a scadenza non subisce quell’oscillazione. Chi potrebbe doverlo vendere prima sì, ed è questa la variabile che l’orizzonte temporale dovrebbe risolvere.
Le voci collaterali
L’esclusione dal calcolo dell’ISEE è un elemento poco considerato e potenzialmente rilevante per chi accede a prestazioni o agevolazioni parametrizzate su quell’indicatore.
Il costo ricorrente da non dimenticare
Entrambi gli strumenti sopportano l’imposta di bollo dello 0,20% annuo, che incide indipendentemente dal rendimento ottenuto.
A questa si aggiungono, per i titoli, le commissioni di negoziazione applicate all’acquisto e all’eventuale vendita. Su un titolo acquistato e portato a scadenza il costo si sostiene una volta sola, ma va inserito nel calcolo del rendimento effettivo.
Il rendimento pubblicizzato è quello che arriva sul conto differiscono quindi per tre voci distinte: imposta sostitutiva, imposta di bollo ed eventuali commissioni.
Come orientarsi in base all’orizzonte
- Necessità immediata o incerta : strumenti senza vincolo e senza oscillazione di prezzo
- Scadenza certa entro pochi mesi : titoli a breve o vincoli di durata corrispondenti
- Scadenza certa a uno o più anni : la differenza fiscale diventa più rilevante
- Importi superiori alla soglia di garanzia : la protezione del fondo interbancario opera per banca e per depositante
- Rilevanza dell’ISEE : elemento da considerare separatamente dal rendimento
Il quarto punto suggerisce anche una possibile articolazione su più rapporti, poiché il limite si applica per singola banca.
acqua calda
- Il rendimento netto , calcolato dopo imposta sostitutiva, bollo e commissioni
- La possibilità di svincolo anticipato e le condizioni applicate
- La durata del vincolo rispetto alla data in cui si prevede di utilizzare le somme
- Il foglio informativo , che riporta condizioni e costi in forma standardizzata
I rendimenti di mercato variano nel tempo ei valori citati si pubblicati alle rilevazioni delle fonti indicate. Le descrizioni riportate descrivono le caratteristiche degli strumenti e non costituiscono una raccomandazione personalizzata.




