Una debole emissione di cenere lavica è in corso dai crateri sommitali dell’Etna e si disperde in direzione Sud-Est. L’Osservatorio Etneo dell’Ingv, che segue il fenomeno oggi, martedì 1 settembre, ha innalzato ad arancione il codice colore del Vona, l’avviso destinato al traffico aereo, per l’aumento di energia registrato nei condotti magmatici. L’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania resta comunque pienamente operativo, senza voli cancellati o dirottati.
Il colore arancione è il terzo livello su una scala che ne prevede quattro, dal verde al rosso. Non indica un’eruzione in corso, ma segnala un incremento dell’attività rispetto alla condizione di base: viene emesso quando ai fenomeni visibili nei crateri si accompagna un’energia interna giudicata degna di attenzione da parte di chi sorveglia il vulcano ora per ora.
A indicare quell’energia è il tremore vulcanico, il segnale sismico continuo generato dal movimento di magma e gas nei condotti sotto la sommità. Nelle ultime rilevazioni oscilla su valori medio-bassi, un dato che gli stessi vulcanologi dell’Ingv leggono come coerente con un fenomeno di superficie contenuto, non con una fase di risalita rapida di magma verso i crateri.
Non è stata segnalata alcuna nube eruttiva vera e propria, quella colonna di cenere e gas che in altre occasioni ha condizionato pesantemente lo scalo catanese, arrivando a imporre la chiusura dello spazio aereo sopra l’aeroporto. In questo caso l’emissione resta limitata e a bassa quota, e per questo non interferisce con l’operatività del Bellini.
La cenere, dispersa verso il quadrante sud-orientale del vulcano, non ha finora determinato ricadute segnalate su centri abitati né disagi alla circolazione stradale nelle zone sottostanti l’Etna.



