RAGUSA – In merito alle recenti dichiarazioni diffuse a mezzo stampa relative alla liquidazione delle indennità arretrate di pronto soccorso per i circa 170 dipendenti dell’Asp di Ragusa, si rende necessaria una chiara e doverosa precisazione per ripristinare la correttezza dell’informazione a tutela dei lavoratori.
Il pagamento degli arretrati relativi agli anni 2022, 2023 e 2024 – con importi che ammontano mediamente tra i 3.500 e i 4.500 euro lordi a dipendente – non è assolutamente il frutto esclusivo o straordinario dell’azione di una singola sigla sindacale, bensì il completamento di un percorso amministrativo pianificato da tempo ed era un atto prettamente dovuto verso il personale del comparto sanità.
Il ruolo della FIALS – UGL e gli accordi ufficiali, è opportuno ribadire che la questione è stata formalmente affrontata e definita nell’ambito dell’ultimo incontro ufficiale tenutosi con la Direzione Sanitaria dell’Asp di Ragusa, dove la FIALS e l’UGL hanno svolto un ruolo centrale nel presidiare il rispetto dei diritti dei lavoratori.
Inoltre in tale sede negoziale è stato anche ribadito e confermato il pagamento delle spettanze in piena conformità con quanto stabilito dall’articolo 67 del CCNL Sanità vigente, ovvero l’indennità giornaliera, l’accordo ha garantito l’erogazione delle risorse a tutti gli aventi diritto del settore, le cui somme sono state regolarmente liquidate e corrisposte con la mensilità di Luglio.
”Non si tratta di concessioni o di primedonne del sindacato, ma del riconoscimento di diritti contrattuali ed economici spettanti di diritto a chi garantisce quotidianamente la tenuta dei pronto soccorso provinciali” – viene sottolineato dalla rappresentanza FIALS – UGL.
Il riconoscimento economico al personale che opera in prima linea resta un passaggio fondamentale, ma va attribuito al rispetto dei contratti collettivi nazionali e al lavoro corale svolto ai tavoli di contrattazione aziendale, senza strumentalizzazioni della rappresentanza dei lavoratori.



