Il Mar Mediterraneo resta eccezionalmente caldo, con temperature marine fino a 30°C nelle acque intorno alla Sicilia e al resto del Sud Italia, mentre l’aria si carica di un’umidità da clima tropicale. È la situazione di fine agosto 2026, come annunciano le previsioni di TempoItalia, destinata secondo i principali modelli meteorologici a produrre nelle prossime settimane temporali più violenti del solito e grandinate diffuse, quando l’aria fresca in arrivo dall’Atlantico comincerà a scontrarsi con questo surplus di calore e umidità accumulato sul bacino.
Il dato più insolito riguarda il punto di rugiada, salito nei giorni scorsi fino a 30°C in alcune zone del Centro-Sud: un valore tipico delle foreste equatoriali, quasi mai registrato alle nostre latitudini. Indica un’aria satura di umidità, pronta a scaricare grandi quantità di pioggia non appena incontrerà masse d’aria più fredda.
Negli ultimi anni le supercelle, i sistemi temporaleschi più intensi in assoluto, si sono fatte più frequenti sull’Italia. Lo ha documentato una ricerca di TempoItalia.it, che ha incrociato le osservazioni a terra con il numero crescente di danni causati dalle celle temporalesche più violente: non è soltanto una sensazione, ma un trend confermato dai dati.
Domenica 30 agosto le temperature hanno superato i 40°C in diverse zone del Sud Italia e della Sicilia, a conferma di un caldo che non accenna a diminuire nonostante le giornate ormai più corte rispetto a giugno.
I primi temporali di una certa intensità sono attesi martedì 1° settembre sulle regioni alpine e prealpine e sulla Pianura Padana, Milano compresa, con fenomeni possibili a qualsiasi ora del giorno. I modelli concordano meno sulla giornata di mercoledì 2 settembre, quando i rovesci potrebbero proseguire al Nord con minore intensità, con un possibile strascico di instabilità sull’Appennino meridionale.
Fino ai primi dieci giorni di settembre le temperature resteranno sopra la media su tutta la Penisola, con un nuovo rialzo atteso anche dove nei giorni scorsi si era registrato un lieve calo. Resterà elevata pure l’umidità, ingrediente che si somma al caldo nell’alimentare l’energia disponibile per i temporali.
Dopo il 10 settembre i modelli a lungo termine, in particolare l’europeo ECMWF, ipotizzano l’arrivo di aria oceanica e dei primi temporali organizzati, soprattutto al Nord ma con possibili ripercussioni su Toscana e altre zone del Centro Italia. Restano comunque ipotesi, collocate a una distanza temporale ancora troppo ampia per una previsione affidabile.
Gli stessi modelli indicano anche la possibile formazione di un minimo di bassa pressione sul Golfo Ligure verso la metà di settembre, che porterebbe un peggioramento simile a quelli che capitano già in piena estate al Nord, non un vero cambio di stagione: alla prima fase di maltempo potrebbe seguirne una seconda a distanza di pochi giorni.



