Settembre 2026 si apre all’insegna del caldo estivo su gran parte d’Italia, isole comprese, e i primi segnali di cambiamento non arriveranno prima della seconda metà del mese. Lo indicano le proiezioni stagionali del modello ECMWF, il Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine, esaminate dal meteorologo Daniele Ingemi di Meteored Italia: temperature diffusamente superiori alla media, anticiclone ancora dominante su gran parte del Paese e prime perturbazioni autunnali attese dalla metà del mese, soprattutto al Nord.
Al Centro-Sud e sulle Isole Maggiori, Sicilia inclusa, il caldo rischia di tradursi in nuove ondate di calore prima ancora che arrivi la svolta di metà mese: le masse d’aria subtropicali continueranno a insistere su coste e aree interne, con temperature superiori alla media anche di notte.
Le proiezioni ECMWF non descrivono il tempo giorno per giorno, come fa una previsione a breve termine, ma calcolano la probabilità che un periodo risulti più caldo, freddo, piovoso o secco rispetto alla media climatologica, incrociando le anomalie di temperatura, precipitazioni e circolazione atmosferica su scala mensile.
Il cambio di scenario, secondo Ingemi, dipenderà dal graduale raffreddamento dell’Artico e dallo sviluppo del vortice polare stratosferico, che dalla metà di settembre potrebbero spingere il flusso atlantico verso latitudini più basse, aprendo la strada alle prime perturbazioni autunnali sull’Europa.
Il Nord Italia sarà la prima area a risentirne, con instabilità in aumento, piogge e temporali anche intensi su Alpi, Prealpi e Pianura Padana: l’ingresso di aria più fresca a contatto con quella calda e umida ancora presente nei bassi strati potrà accentuare i fenomeni.
Al Centro-Sud e sulle Isole il cambiamento sarà più graduale: il caldo si attenuerà progressivamente, mentre aumenterà la variabilità atmosferica, senza una rottura netta come quella prevista più a Nord.
Il Mediterraneo resta un fattore chiave della tendenza: le temperature del mare, ancora superiori alla norma, continueranno ad alimentare caldo, afa e notti particolarmente miti lungo le coste siciliane e del resto del Sud Italia.
Quell’accumulo di calore e umidità sul mare potrebbe alimentare fenomeni intensi non appena arriveranno le prime perturbazioni o una goccia fredda — un nucleo di aria più fredda in quota: il contrasto con l’aria calda e umida sopra i mari rischia di favorire temporali violenti e nubifragi, soprattutto lungo le coste e nelle aree più esposte ai flussi umidi.



