A sei giorni dal grave incidente avvenuto sulla strada provinciale 45, la Modica-Pozzallo, arriva lo sfogo sui social della sorella del giovane rimasto gravemente ferito. E lo fa, attraverso un post pubblicato sui social, denunciando la diffusione di un video choc girato subito dopo l’impatto e contenente immagini particolarmente forti.
La donna racconta di aver ricevuto il filmato, che mostra il fratello a terra immediatamente dopo l’incidente. Un video che, secondo quanto riferito dalla familiare, sarebbe stato fatto circolare tra diverse persone.
«In quel momento girare un video è stata una cosa disumana», è il senso dello sfogo della sorella, che punta l’attenzione soprattutto sull’assenza di un gesto di aiuto nei confronti del ferito. Nel racconto, il fratello viene descritto mentre cerca di rialzarsi da solo, senza il sostegno di qualcuno che avrebbe potuto semplicemente avvicinarsi, rassicurarlo o tenergli una mano.
Da qui la richiesta rivolta a chiunque abbia ricevuto il filmato: cancellarlo e non continuare a diffonderlo. La famiglia chiede inoltre a chi fosse in grado di fornire informazioni sull’autore o sugli autori della registrazione di contattarla in privato.
La vicenda, per la famiglia, non si limita però alla denuncia della diffusione delle immagini. Nel suo messaggio la sorella racconta anche gli ultimi aggiornamenti sulle condizioni cliniche del giovane, delineando un quadro ancora delicato.
Una notizia positiva c’è: il ragazzo avrebbe reagito alla voce della sorella e a quella della figlia Giulia, ascoltate attraverso le cuffie. Un piccolo segnale che la famiglia considera importante.
Sul piano respiratorio, invece, la situazione rimane complessa. Il giovane, secondo quanto riferito dalla sorella, non riesce ancora a respirare autonomamente. I medici avrebbero tentato di rimuovere il tubo, ma senza successo, rendendo necessario procedere nuovamente all’intubazione e alla sedazione. È stata inoltre prospettata la necessità di una tracheotomia, con l’obiettivo di aiutarlo nella respirazione.
Anche dal punto di vista neurologico, la famiglia parla di segnali presenti ma lenti. Il giovane avrebbe risposto ad alcune indicazioni e mostrato la capacità di muovere una mano e una gamba. «A livello neurologico c’è, ma un po’ rallentato», scrive la sorella, sottolineando però che il percorso resta lungo e difficile.
Il ragazzo, sempre secondo il racconto della familiare, avrebbe inoltre dolore in diverse parti del corpo. Una condizione che rende ancora più delicata la fase che sta affrontando.
«Ci vorrà tempo», è la consapevolezza espressa dalla sorella, che insieme ai familiari continua a sperare in un miglioramento e parla di una battaglia fatta di preghiere e attesa.
Parallelamente, la famiglia annuncia l’intenzione di rivolgersi alle forze dell’ordine per fare luce sulla diffusione del video e cercare di ricostruire chi lo abbia realizzato e quante persone lo abbiano successivamente condiviso.
Al di là delle responsabilità che dovranno eventualmente essere accertate nelle sedi competenti, lo sfogo della sorella riporta al centro una questione che accompagna spesso gli incidenti stradali: il rispetto della dignità delle persone ferite. In un momento in cui la priorità dovrebbe essere prestare soccorso e chiamare i servizi di emergenza, la famiglia denuncia invece la scelta di qualcuno di riprendere con un telefono ciò che stava accadendo.
Le condizioni del giovane restano dunque delicate. La famiglia, mentre chiede di fermare la circolazione delle immagini, continua a guardare ai piccoli segnali di risposta come a una speranza e ad accompagnarlo in questo difficile percorso di cura e recupero.
Le informazioni sulle condizioni cliniche riportate nell’articolo derivano dagli aggiornamenti pubblicati dalla sorella sui social e non costituiscono un bollettino medico ufficiale.



