A completare il trittico di grandi (e diversi) autori teatrali scelti dalla Compagnia Godot per la 16a edizione di Palchi Diversi Estate, al Castello di Donnafugata, è arrivato il momento di Oscar Wilde con “L’importanza di chiamarsi Ernesto”. Dopo Luigi Pirandello (‘A birritta cu i ciancianeddi”) e dopo Anton Cechov (Il gabbiano), la scalinata del Castello, ‘il palco verticale’ tanto caro si direttori artistici di Godot, Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso, ospiterà, il 16, 17, 18, 22 e 23 agosto, sempre alle 21, “una delle commedie più brillanti, divertenti e amate della drammaturgia mondiale, il capolavoro con cui il grande autore irlandese smaschera, attraverso il gioco della comicità, le ipocrisie della società vittoriana.
Tra identità inventate, equivoci sentimentali e dialoghi fulminanti, Wilde mette alla berlina il culto delle apparenze, il conformismo e le convenzioni sociali, dimostrando quanto i suoi temi continuino a parlare anche al pubblico contemporaneo.
Il titolo stesso racchiude uno dei giochi linguistici più celebri della storia del teatro: in inglese, infatti, “The Importance of Being Earnest” significa sia “L’importanza di chiamarsi Ernesto” sia “L’importanza di essere onesto”, un doppio senso che Wilde sfrutta con straordinaria arguzia per costruire una commedia in cui l’identità diventa una maschera e la verità si nasconde dietro le apparenze”. Sul palco saliranno i direttori artistici Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso, insieme a un cast di interpreti di grande bravura, composto da Tiziana Bellassai, Alessio Barone, Marco Cappuzzello, Benedetta D’Amato, Federica Guglielmino, Alessandra Lelii, Lorenzo Pluchino e Mattia Zecchin, per un’altra impegnata prova.
La regia e la scena sono firmate da Vittorio Bonaccorso, i costumi da Federica Bisegna. «Dopo Pirandello e Čechov – commentano i direttori artistici Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso – chiudiamo questa stagione estiva con un autore che sa far ridere con straordinaria intelligenza. “L’importanza di chiamarsi Ernesto” è una commedia irresistibile, costruita con dialoghi brillanti e situazioni esilaranti, ma dietro la leggerezza si nasconde una critica lucida e raffinata a una società che vive di convenzioni, apparenze e formalismi.
È sorprendente accorgersi di quanto quelle dinamiche siano ancora attuali: Wilde ci diverte, ma allo stesso tempo ci invita a guardare con ironia anche le maschere che, ancora oggi, scegliamo di indossare». L’edizione di quest’anno ha già fatto registrare un’ottima partecipazione di pubblico, richiamando, ancora una volta, non solo gli appassionati del territorio ma anche numerosi turisti che hanno scelto di vivere una serata di grande teatro nella suggestiva cornice del Castello di Donnafugata. Un risultato che conferma il valore culturale di una rassegna che coniuga produzioni di qualità, grandi autori e la valorizzazione di uno dei luoghi più affascinanti del territorio. (da.di.)



