Le chiusure continue dell’aeroporto Fontanarossa di Catania per l’attività dell’Etna non sono più un’emergenza occasionale. Serve un piano strutturale e l’aeroporto di Comiso può essere la soluzione ai disagi continui per i siciliani e per i turisti diventando il secondo pilastro aeroportuale della Sicilia orientale. A chiederlo è il sindaco di Priolo Gargallo, Pippo Gianni. E lo fa in una lettera indirizzata al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini con la quale chiede che l’aeroporto di Comiso venga trasformato in un’infrastruttura aeroportuale strutturale e integrata, non più impiegata come soluzione d’emergenza alle chiusure dello scalo di Catania Fontanarossa causate dall’attività dell’Etna.
Il punto che la lettera mette al centro non è solo l’ultimo blocco operativo, ma un rischio economico più profondo: le chiusure ripetute, se non affrontate con un piano stabile, potrebbero spingere compagnie aeree, tour operator e turisti a giudicare la Sicilia orientale una destinazione inaffidabile.
Nella lettera Gianni scrive che «le ripetute chiusure dell’aeroporto di Catania causate dall’attività dell’Etna non rappresentano più un’emergenza occasionale, ma un problema strutturale che rischia di compromettere l’immagine, l’accessibilità e l’economia turistica della Sicilia orientale». E aggiunge: «Il timore di nuove chiusure potrebbe spingere viaggiatori, compagnie aeree e tour operator a considerare il nostro territorio una destinazione poco affidabile».
La proposta è articolata in quattro punti: risorse per potenziare lo scalo di Comiso, il personale e i servizi; un piano automatico per dirottare i voli quando Fontanarossa viene chiuso; collegamenti efficienti tra Comiso e le province di Catania, Siracusa e Ragusa, oltre alle principali località turistiche; accordi preventivi con le compagnie aeree. Nessuna di queste misure, sottolinea Gianni, è pensata per mettere i due aeroporti in competizione: «Comiso deve diventare il supporto strategico di Catania e la garanzia che la Sicilia orientale resti sempre raggiungibile».
Nella lettera il sindaco di Priolo invoca anche una discontinuità rispetto alle logiche che finora hanno frenato lo sviluppo dello scalo ragusano: «Non possiamo permettere che campanilismi, rendite di posizione o equilibri di potere compromettano gli interessi e il futuro economico di un’intera parte dell’Isola».
L’aeroporto Pio La Torre di Comiso ha una pista in grado di accogliere aeromobili di medio raggio ed è già dotato delle infrastrutture di base, ma opera su volumi di traffico limitati rispetto al potenziale. Le chiusure di Fontanarossa legate alle eruzioni etniche si sono ripetute negli ultimi anni con frequenza crescente, creando disagi a decine di migliaia di passeggeri e generando costi significativi per le compagnie aeree costrette a dirottare o cancellare i voli.



