Il caldo non molla. La quarta ondata di calore dell’estate 2026 — iniziata attorno al 28-29 luglio e già la più lunga tra quelle che si sono succedute da fine maggio — si prolungherà almeno fino a Ferragosto, con temperature che su alcune città potrebbero toccare i 40-41°C il 15 agosto. Come ampiamente illustrato dal meteorologo di turno nel MeteoGiornale.IT, la persistenza della calura ci sta mettendo a dura prova ed è così da inizio stagione, con la successione finora di quattro ondate di calore non interrotte da autentiche pause. Al Sud e nelle Isole, Sicilia compresa, non è prevista alcuna attenuazione reale: stabilità quasi assoluta, umidità elevata e notti tropicali senza refrigerio.
L’estate 2026 si sta rivelando eccezionale nella sua continuità: quattro ondate di calore consecutive, senza una vera pausa tra l’una e l’altra. La prima aveva colpito già nella terza settimana di maggio, la seconda era esplosa a metà giugno protraendosi fino a fine mese, la terza aveva investito soprattutto il Sud tra il 6-7 luglio e i venti giorni seguenti. Quella attuale ha già superato tutte le precedenti per durata.
Il weekend del 7-8 agosto: qualcosa si muove, ma solo al Nord
Tra venerdì 7 e sabato 8 agosto una lieve flessione del perimetro settentrionale dell’anticiclone favorirà temporali più organizzati sulle Alpi e, dalla tarda sera, anche sulle pianure di Lombardia, Veneto, Alto Adige e Friuli. Sulle regioni centrali l’instabilità rimarrà confinata all’Appennino con qualche sconfinamento nelle vallate interne. Per il Centro-Sud e le Isole non cambierà nulla: sole prevalente, vento scarso, afa. La tregua al Nord durerà comunque poche ore.
Da martedì 11 o mercoledì 12 agosto l’anticiclone subtropicale si irrobustirà di nuovo, convogliando aria calda in quota. Le temperature rialiranno su valori molto elevati anche al Nord, dove il respiro del weekend verrà rapidamente riassorbito. Le elaborazioni dei modelli GFS ed ECMWF concordano nel mostrare, per giovedì 13 agosto, una cupola anticiclonica ancora dominante sul Mediterraneo e sull’Europa centrale.
Ferragosto: 40-41°C nelle aree interne
Il 15 agosto si preannuncia caldissimo ovunque. Le stime più aggiornate indicano punte di 40-41°C nelle pianure più riparate dalla ventilazione e nelle aree interne. Bologna, Firenze e Roma figurano tra i centri più esposti. Per la Sicilia, le sciroccate notturne mantengono già adesso valori che fino a pochi anni fa sarebbero sembrati inverosimili: come ha spiegato il meteorologo Andrea Meloni su MeteoGiornale.it, «in molte località il termometro non scende più sotto i 25°C, una condizione che trent’anni fa sarebbe sembrata semplicemente impensabile».
Questa fase potrebbe mantenersi fino al 16-18 agosto.
Dopo il 20 agosto: segnale debole, affidabilità al 50%
Gli ultimi aggiornamenti modellistici mostrano un segnale — ancora debole — a favore di un graduale cambiamento della circolazione a partire dal 20 agosto. L’anticiclone potrebbe lentamente perdere potenza, permettendo alle correnti atlantiche di avanzare verso l’Europa centrale e, in seconda battuta, verso l’Italia. Meloni invita però alla prudenza: si è nel campo del lungo termine, con un’affidabilità che si aggira attorno al 50%. E anche in caso di cedimento, riguarderebbe principalmente le regioni del Centro-Nord, mentre il Sud e le Isole resterebbero ai margini.
Nel frattempo, la siccità si fa sempre più seria. In Svizzera, dove l’estate siccitosa era praticamente sconosciuta, sono già scattati i divieti di irrigazione dei giardini privati e di lavaggio delle auto. In Italia soffrono soprattutto i settori agricoli di pianura, mentre nelle grandi città il cemento accumula calore di giorno e lo restituisce fino all’alba, rendendo le notti sempre più difficili da sopportare. Tutto quel calore accumulato nel Mediterraneo diventerà, già a settembre, carburante per i fenomeni meteorologici estremi tipici dell’autunno.



