Tredici nuove figure professionali hanno firmato i contratti e sono entrate in servizio al Distretto Socio-Sanitario D43, che raggruppa i Comuni di Vittoria, Comiso e Acate. La cerimonia si è tenuta nella Sala degli Specchi di Palazzo Iacono a Vittoria — sede del Comune capofila — alla presenza dei rappresentanti delle tre amministrazioni. Il finanziamento arriva dal Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021–2027, sostenuto dal Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), per un importo complessivo di 1.997.435,12 euro.
I nuovi assunti lavoreranno esclusivamente sulle attività del sistema integrato di interventi e servizi sociali: non si tratta di personale amministrativo generico, ma di professionalità destinate al rafforzamento diretto dell’offerta verso i cittadini — con priorità dichiarata per le fasce più vulnerabili della popolazione dei tre comuni.
Il percorso che ha portato alla firma dei contratti è stato lungo. Prima è arrivata l’approvazione delle convenzioni di sovvenzione da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, poi l’autorizzazione dell’Autorità di Gestione: solo a quel punto è stato possibile completare le procedure di contrattualizzazione. L’iter ha coinvolto i dirigenti e i funzionari dei servizi sociali dei tre enti.
Alla sottoscrizione erano presenti, per Vittoria, il sindaco Francesco Aiello, l’assessore ai Servizi Sociali Francesca Corbino, il vicesindaco Giuseppe Fiorellini e la dirigente dei Servizi Sociali. Comiso era rappresentata dall’assessore Salvatore Romano, accompagnato dalla dirigente dell’ente. Acate ha partecipato con i propri rappresentanti istituzionali.
«L’immissione in servizio di queste nuove figure professionali — ha dichiarato il sindaco Aiello — rappresenta un risultato di grande valore per il nostro territorio. Il rafforzamento del Distretto Socio-Sanitario D43 consentirà di offrire servizi più efficienti e qualificati ai cittadini, con particolare attenzione alle fasce più fragili della popolazione. È un investimento concreto sul welfare locale e sulla capacità delle istituzioni di rispondere ai bisogni della comunità».



