Cerchi tracciati con precisione geometrica nella sabbia, alla foce del fiume Belice. Li ha trovati giovedì 31 luglio Girolamo Barracco, apicoltore mazarese conosciuto in zona come “Mimmo”, in un’area isolata nei pressi di Selinunte — un tratto di costa di difficile accesso, lontano dai percorsi turistici ordinari.
Le figure ricordano i crop circle che periodicamente compaiono sui campi di grano in Inghilterra, negli Stati Uniti e in America Latina. Qui, però, il supporto è la sabbia della foce, e il contesto — un sito di rilevanza archeologica in una delle aree naturalistiche più integre della costa sud-occidentale siciliana — aggiunge un elemento in più alla curiosità che la scoperta ha già suscitato online.
Le coordinate diffuse da chi ha segnalato il ritrovamento indicano il punto con precisione: 37° 34′ 57,36” N, 12° 51′ 42,91” E. Chi volesse raggiungere il luogo deve mettere in conto un tratto non agevole: la zona è remota e non servita da accessi diretti.
Non è la prima volta che il territorio mazarese torna sotto i riflettori per simboli di origine incerta. Nel 2024 Giorgio Comerio, produttore televisivo, aveva segnalato la presenza di graffiti misteriosi all’interno della Villa Romana di Mazara del Vallo, struttura ipogea che si trova sotto la chiesa di San Nicolò Regale.
Nessuna ipotesi è al momento verificabile sull’origine dei cerchi di Selinunte. Non risulta, a questa data, nessuna segnalazione ufficiale alle autorità competenti né una valutazione da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali.




