A Vittoria un uomo di 29 anni è stato raggiunto da una misura cautelare con l’accusa di maltrattamenti contro familiari o conviventi. Il provvedimento, disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ragusa, è stato eseguito dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Vittoria e prevede il divieto di avvicinamento alla persona offesa, insieme all’applicazione del dispositivo elettronico di controllo.
L’indagato, residente a Vittoria, non potrà avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa e dovrà mantenere una distanza minima di mille metri. Il provvedimento vieta anche qualsiasi forma di contatto, diretto o indiretto, attraverso telefono, servizi di messaggistica, posta elettronica e social network.
La misura cautelare è stata emessa nell’ambito di un procedimento penale per il reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi. Al momento non sono stati resi noti ulteriori elementi sull’indagine né sulle circostanze che hanno portato all’adozione del provvedimento. Non sono state diffuse informazioni sull’identità della persona offesa, come avviene abitualmente nei procedimenti che riguardano presunti episodi di violenza domestica, né sulla durata delle condotte contestate.
L’ordinanza è stata eseguita immediatamente dagli investigatori del Commissariato di Vittoria. Tra le prescrizioni figura anche il divieto assoluto di comunicare con la persona offesa mediante qualsiasi mezzo, una misura finalizzata a impedire ogni possibile contatto durante la fase delle indagini.
Il giudice ha inoltre disposto l’applicazione del braccialetto elettronico, lo strumento utilizzato per monitorare il rispetto delle limitazioni imposte all’indagato. Il dispositivo consente di verificare l’osservanza della distanza stabilita dall’autorità giudiziaria e rappresenta una delle misure previste dall’ordinamento per rafforzare la tutela delle presunte vittime nei casi di violenza domestica o familiare.
La misura cautelare non costituisce un accertamento di responsabilità penale. L’uomo è infatti indagato e il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari; eventuali responsabilità potranno essere accertate soltanto all’esito dell’iter processuale e nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza, fino a eventuale sentenza definitiva.




