A Ragusa è scattato l’allarme per un tentativo di truffa che sfrutta il nome di un’amministratrice comunale per convincere parrocchie, associazioni e cittadini a versare denaro con la promessa di ottenere un presunto finanziamento pubblico. A denunciare pubblicamente l’accaduto è stata la consigliera comunale Rossana Caruso, che ha chiarito di essere del tutto estranea ai contatti segnalati e di avere già presentato un esposto-querela alle forze dell’ordine.
Secondo quanto reso noto dalla stessa consigliera, nelle ultime ore alcune realtà del territorio sarebbero state contattate da una persona che si presenta come “Dottoressa Caruso del Comune di Ragusa”. Il raggiro, stando alle segnalazioni raccolte, si svilupperebbe attraverso la promessa di un finanziamento di circa 30 mila euro. Per ottenerlo, però, ai destinatari viene chiesto un pagamento anticipato di mille euro da versare su una carta Postepay.
È proprio questa richiesta ad avere fatto emergere i sospetti. Caruso ha spiegato di non avere alcun legame con la vicenda e ha invitato a diffidare di qualsiasi comunicazione che preveda versamenti di denaro per accedere a contributi o finanziamenti pubblici. «Sono completamente estranea a questa vicenda e mi vedo costretta a informare pubblicamente la città per evitare che qualcuno possa cadere in questo raggiro», ha dichiarato.
La consigliera ha ribadito che nessuna amministrazione pubblica opera con modalità di questo tipo e che richieste economiche effettuate attraverso telefonate, messaggi informali o accrediti su carte personali devono essere considerate un campanello d’allarme. «Qualsiasi richiesta di denaro, soprattutto se collegata a presunti finanziamenti pubblici, è da considerarsi fraudolenta», ha affermato, ricordando che le procedure istituzionali seguono canali ufficiali.
Sulla vicenda sono ora in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine. L’esposto presentato dalla consigliera punta a consentire l’identificazione dei responsabili e a ricostruire l’intera operazione. Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sull’indagine né è stato reso noto se vi siano persone che abbiano effettivamente effettuato il pagamento richiesto. Si tratta quindi di aspetti ancora oggetto di verifica.
L’appello rivolto ai cittadini è quello di interrompere immediatamente qualsiasi interlocuzione con chi utilizzi il nome della consigliera o di altri rappresentanti istituzionali per chiedere somme di denaro e di segnalare tempestivamente eventuali contatti alle autorità competenti. «Invito chiunque dovesse ricevere telefonate o messaggi simili a non effettuare alcun pagamento e a rivolgersi immediatamente alle autorità competenti», ha aggiunto Caruso.
Il caso richiama l’attenzione su una modalità di frode che punta a sfruttare la credibilità di figure pubbliche per rendere più convincente il raggiro. In questo episodio, secondo quanto denunciato, i destinatari sarebbero stati soprattutto parrocchie e associazioni, realtà che spesso partecipano a bandi o iniziative di sostegno economico e che, proprio per questo, possono risultare più esposte a tentativi di impersonificazione.
L’invito, in attesa degli sviluppi dell’indagine, è a verificare sempre l’autenticità di comunicazioni che riguardano finanziamenti o contributi pubblici attraverso i canali ufficiali degli enti interessati, evitando qualsiasi pagamento anticipato richiesto con modalità non istituzionali.



