Un intervento straordinario da 2,5 milioni di euro per rinnovare il sistema di misurazione dei consumi idrici, introdurre il telecontrollo della rete e sostenere la gestione del servizio pubblico nel territorio ragusano. È la proposta avanzata dal gruppo parlamentare della Democrazia Cristiana attraverso un emendamento destinato a Iblea Acque S.p.A., la società pubblica che gestisce il servizio idrico integrato nei dodici Comuni della provincia di Ragusa, servendo circa 320 mila cittadini.
L’iniziativa è stata illustrata dal deputato regionale Ignazio Abbate, presidente della I Commissione dell’Assemblea regionale siciliana, nel corso di un intervento dedicato alle misure ritenute necessarie per affrontare la crisi idrica che, anche quest’anno, interessa diverse aree della Sicilia. Secondo Abbate, la gestione dell’acqua richiede un deciso investimento nella modernizzazione tecnologica delle reti, a partire dall’adozione di sistemi di telecontrollo in grado di monitorare in tempo reale il funzionamento dell’infrastruttura.
L’obiettivo indicato è ridurre le perdite idriche, individuando più rapidamente eventuali guasti lungo la rete, e migliorare il controllo dei consumi attraverso la sostituzione dei vecchi contatori con dispositivi intelligenti. Nelle dichiarazioni del parlamentare, questi strumenti consentirebbero anche di rilevare con maggiore tempestività eventuali allacci abusivi, furti d’acqua e situazioni di morosità, con la prospettiva di rafforzare le entrate del gestore e destinare maggiori risorse alla manutenzione ordinaria degli impianti.
Una parte dell’emendamento riguarda proprio il rinnovo del parco contatori. Secondo quanto riferito da Abbate, gli strumenti ereditati dai singoli Comuni risultano ormai obsoleti e non più adeguati alle esigenze di una gestione moderna del servizio. Le risorse richieste servirebbero quindi a finanziare la sostituzione programmata degli apparecchi sull’intero territorio provinciale.
Il pacchetto di interventi comprende anche una seconda finalità: consentire a Iblea Acque di far fronte ai debiti pregressi nei confronti dei fornitori. Nelle intenzioni dei promotori, questo dovrebbe contribuire a garantire la continuità operativa e la stabilità finanziaria della società che gestisce il servizio idrico.
La proposta nasce dalla richiesta di un contributo straordinario avanzata dall’ATI di Ragusa e dalla stessa Iblea Acque. Abbate ha spiegato che la provincia iblea, pur avendo avviato il percorso verso il gestore unico interamente pubblico, non avrebbe finora beneficiato di finanziamenti straordinari regionali destinati al rinnovo delle reti idriche, a differenza di altre realtà siciliane citate dallo stesso deputato, come Agrigento.
Al momento si tratta di una proposta contenuta in un emendamento parlamentare. Nel materiale disponibile non vengono indicati i tempi dell’eventuale approvazione né lo stato dell’iter legislativo. Resta quindi da verificare se le risorse richieste saranno effettivamente stanziate e con quali modalità verranno impiegate.



