Chiuso al pubblico il museo “L’Italia in Africa” di Ragusa: la convenzione che ne regolava l’apertura non è stata rinnovata e la struttura, che negli ultimi anni era stata resa visitabile grazie all’attività volontaria dello storico Mario Nobile, non è attualmente accessibile. A sollevare la questione è l’associazione politico-culturale Ragusa in Movimento, che chiede all’amministrazione comunale un intervento rapido per consentire la riapertura del museo.
Secondo quanto riferito dall’associazione, la convenzione necessaria per garantire l’apertura della struttura sarebbe scaduta da tempo senza essere rinnovata. Di conseguenza, il museo è rimasto chiuso e il materiale storico custodito al suo interno non è oggi fruibile da studiosi, scuole, appassionati e visitatori. Al momento, nel materiale disponibile, non vengono fornite indicazioni sulle ragioni del mancato rinnovo né risultano note eventuali iniziative già avviate dal Comune per risolvere la situazione.
Per Ragusa in Movimento si tratta di una vicenda che merita una risposta tempestiva. Il presidente dell’associazione, Mario Chiavola, definisce la chiusura «un fatto grave» perché priva la città di uno spazio culturale che negli anni ha rappresentato un punto di riferimento per chi si occupa di storia e ricerca. Nelle sue dichiarazioni sottolinea che il museo era stato mantenuto aperto grazie all’impegno personale di Mario Nobile, il quale avrebbe garantito gratuitamente accoglienza e visite, permettendo la fruizione della raccolta anche da parte delle scolaresche.
La presa di posizione dell’associazione richiama l’attenzione anche sul ruolo svolto dal volontariato nella gestione del museo. Secondo Chiavola, l’attività di Mario Nobile avrebbe sopperito per anni a un servizio che avrebbe richiesto una gestione stabile. Ora, con la convenzione non più in vigore, quell’equilibrio si è interrotto e la struttura è rimasta chiusa.
Ragusa in Movimento chiede quindi che venga individuata «una soluzione immediata» per consentire la riapertura del museo e il ripristino della normale attività. L’associazione afferma di non voler alimentare uno scontro politico, ma di voler richiamare l’attenzione sulla necessità di valorizzare il patrimonio culturale cittadino attraverso interventi concreti. Tra le richieste avanzate figura anche l’avvio di una riflessione più ampia sulle modalità di gestione delle realtà culturali presenti sul territorio.
Nel comunicato non vengono indicati i tempi entro cui potrebbe essere rinnovata la convenzione, né viene precisato se siano già in corso interlocuzioni tra il Comune e i soggetti coinvolti. Si tratta di aspetti che, allo stato delle informazioni disponibili, non risultano confermati.
La vicenda riporta al centro il tema della continuità nella gestione delle strutture culturali cittadine. In attesa di eventuali sviluppi istituzionali, il museo “L’Italia in Africa” resta chiuso al pubblico, con la conseguente impossibilità di accedere al patrimonio storico conservato al suo interno.



