Comiso ha rinnovato una delle sue tradizioni religiose più sentite con la festa del patrono San Biagio Martire. La lunga processione che, nella serata di ieri, ha attraversato le vie cittadine e raggiunto tutte le parrocchie ha richiamato una partecipazione numerosa di fedeli e devoti, confermando il forte legame della comunità con il santo patrono. Le informazioni riportate nell’articolo derivano dal materiale fornito come fonte dei fatti.
La giornata si è aperta alle 6.30 con il tradizionale scampanio che ha annunciato l’inizio delle celebrazioni. Poco dopo è stata celebrata la prima messa, seguita dalle liturgie officiate nel corso della mattinata dai sacerdoti Gino Ravalli, fra’ Corrado Germano, Mario Modica e Biagio Aprile, in un susseguirsi di appuntamenti che hanno visto una costante presenza di fedeli nella chiesa dedicata al patrono.
Uno dei momenti più attesi è arrivato a mezzogiorno, durante la celebrazione eucaristica presieduta dal rettore, il sacerdote Fabio Strasquadaini. In quell’occasione sono stati benedetti i portatori del simulacro ed è avvenuta la tradizionale discesa della statua dall’altare, rito che ogni anno rappresenta uno dei passaggi più significativi della festa patronale.
Nel frattempo, piazza Fonte Diana è stata animata dalle marce sinfoniche che hanno accompagnato la mattinata, preparando il clima della grande processione del pomeriggio. Alle 18 il simulacro di San Biagio è stato portato fuori dal portone centrale della chiesa tra gli applausi dei presenti. Ad accoglierlo è stato l’Inno dedicato al patrono, composto dal sacerdote Antonio Garziero con musiche del maestro Claudio Digiacomo ed eseguito dal coro cittadino.
Da quel momento ha preso il via il tradizionale “viagghiu”, il lungo itinerario processionale che rappresenta uno degli appuntamenti più caratteristici della festa. Il simulacro ha raggiunto le principali chiese della città, con soste a Sant’Antonio, all’Annunziata, a San Giuseppe e negli altri edifici di culto di Comiso. Ogni tappa è stata accompagnata da momenti di preghiera e canti liturgici, mentre centinaia di persone hanno seguito il percorso lungo le strade cittadine.
La celebrazione si è conclusa con il rientro nella chiesa Madre, dove è stata recitata la preghiera di affidamento della città a San Biagio. Successivamente è stato eseguito un secondo inno, composto dal maestro Salvatore Schembari, accompagnato all’organo dal maestro Claudio Palacino e interpretato dai solisti e dal coro cittadino diretto dalla maestra Maria Lucia Faro. Il simulacro è stato poi riportato nella chiesa di San Biagio e ricollocato sull’altare maggiore, prima della messa conclusiva presieduta dal sacerdote Marco Diara.
La seconda domenica di luglio rappresenta da anni uno degli appuntamenti religiosi più importanti per Comiso. Fin dalle prime ore della giornata molti cittadini si sono recati in chiesa per partecipare alle celebrazioni, accendere un cero, indossare la tradizionale “nzaiarèdda” e affidare al patrono le proprie preghiere.
Secondo quanto riportato nel materiale fornito, la manifestazione ha potuto contare anche sul sostegno di Gali Group Trasporti & Logistica di Ispica, indicata come azienda che ha contribuito all’organizzazione delle celebrazioni religiose dedicate a San Biagio.



