Dal 1° luglio 2026 entrano in vigore le nuove soglie ISEE e gli importi aggiornati dell’Assegno Unico Universale, con effetti che resteranno validi fino al 30 giugno 2027. L’adeguamento, stabilito dall’INPS con la circolare n. 61 del 26 maggio 2026, recepisce la rivalutazione dell’1,4% calcolata sull’indice ISTAT FOI e modifica le fasce di reddito utilizzate per determinare l’importo spettante alle famiglie.
Per chi già percepisce la prestazione, il ricalcolo avviene automaticamente sulla base dell’ISEE valido acquisito dall’INPS. Resta però fondamentale che la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) e i dati del nucleo familiare siano aggiornati: eventuali errori o informazioni mancanti possono comportare l’erogazione dell’importo minimo o ritardi nei pagamenti.
Come cambiano gli importi
Con le nuove tabelle, l’importo massimo base per ogni figlio minorenne resta pari a 204,40 euro mensili per i nuclei con un ISEE fino a 17.090,61 euro. Al crescere dell’indicatore economico, l’assegno diminuisce progressivamente fino al valore minimo di 58,50 euro per chi supera le soglie previste o non presenta un ISEE valido.
La rivalutazione interessa anche tutte le fasce ISEE, aumentate dell’1,4%, ampliando la platea delle famiglie che possono rientrare negli scaglioni più favorevoli senza aver registrato un incremento del reddito reale.
Restano inoltre previste le maggiorazioni per particolari situazioni familiari, tra cui:
- figli successivi al secondo;
- figli con disabilità certificata;
- nuclei numerosi;
- madri con meno di 21 anni al momento della nascita o dell’adozione;
- incremento del 50% nei primi tre anni di vita del figlio quando entrambi i genitori lavorano.
Quando vengono pagati gli assegni di luglio
Per il mese di luglio 2026 gli accrediti dell’Assegno Unico sono previsti tra il 20 e il 21 luglio per i beneficiari che non hanno registrato variazioni nella composizione del nucleo familiare o nella situazione ISEE.
Chi ha presentato una nuova domanda oppure ha aggiornato l’ISEE nel corso dell’anno dovrebbe invece ricevere il pagamento nell’ultima settimana del mese, dopo le verifiche amministrative effettuate dall’INPS.
L’accredito continua ad avvenire tramite bonifico sul conto corrente indicato dal richiedente. Per verificare la data prevista e l’importo è possibile consultare il Fascicolo previdenziale sul portale INPS, accedendo con SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi.
Gli errori che possono ridurre l’importo
Tra le cause più frequenti di anomalie figurano la mancata presentazione o l’aggiornamento tardivo della DSU, variazioni del nucleo familiare non comunicate, errori nell’IBAN o nei dati anagrafici e codici fiscali errati.
Secondo le informazioni riportate nel materiale di riferimento, le DSU presentate in ritardo producono effetti dalla mensilità successiva e non determinano recuperi automatici degli importi non percepiti. Per questo motivo è consigliabile verificare periodicamente la propria posizione e segnalare tempestivamente eventuali errori attraverso i canali INPS o rivolgendosi a CAF e patronati.
Le nuove soglie ISEE e gli importi rivalutati si applicano anche alle prestazioni residuali ancora collegate al precedente sistema degli assegni per il nucleo familiare (ANF), limitatamente alle categorie che continuano ad averne diritto, secondo le tabelle aggiornate predisposte dall’INPS.



