La prosecuzione delle attività socialmente utili (ASU) per il 2026 entra nella fase operativa in Sicilia. Il Dipartimento regionale del Lavoro ha invitato i Comuni e gli altri enti utilizzatori ad avviare gli adempimenti necessari per garantire la continuità delle attività dei lavoratori che, alla data del 30 giugno, non hanno ancora concluso il percorso di stabilizzazione. La misura punta a evitare interruzioni nei servizi e a garantire continuità occupazionale in attesa del completamento delle procedure previste dalla normativa regionale.
L’indicazione agli enti arriva in attuazione dell’articolo 8 della legge regionale n. 13/2026, che consente ai lavoratori ancora inseriti nel bacino ASU di proseguire l’attività anche nel prossimo anno. La disposizione prevede il mantenimento del sussidio per 20 ore settimanali, con la possibilità di un’eventuale integrazione fino a 16 ore aggiuntive, secondo quanto stabilito dagli enti competenti.
Sul provvedimento è intervenuto il deputato regionale Ignazio Abbate, che ha definito la prosecuzione delle attività “un passaggio fondamentale” per tutelare i lavoratori ancora esclusi dalla stabilizzazione. In una dichiarazione, il parlamentare ha ricordato che molti di loro operano da oltre vent’anni negli enti locali, contribuendo allo svolgimento di servizi essenziali per le comunità siciliane.
Ora la responsabilità passa ai Comuni e agli enti utilizzatori, chiamati a predisporre rapidamente le delibere per la prosecuzione delle attività, gli elenchi aggiornati del personale interessato e gli atti relativi alle eventuali integrazioni orarie con i rispettivi progetti. Secondo Abbate, eventuali ritardi potrebbero creare difficoltà sia ai lavoratori sia agli enti che quotidianamente si avvalgono del loro contributo.
La prosecuzione delle attività, viene sottolineato, non rappresenta la conclusione del percorso, ma una misura transitoria destinata a garantire continuità fino alla definitiva stabilizzazione del personale ancora interessato. L’obiettivo dichiarato resta quello di completare il superamento del precariato storico negli enti pubblici siciliani, evitando nel frattempo interruzioni nei servizi offerti ai cittadini.




