L’Italia si prepara ad affrontare una fase di caldo intenso destinata a prolungarsi anche nei prossimi giorni. Secondo le previsioni elaborate dal meteorologo Luca Lombroso di Meteored Italia, tra la fine di giugno e l’inizio di luglio il Paese potrebbe essere interessato da una massa d’aria molto calda di origine africana, con temperature vicine ai 40°C soprattutto al Centro-Nord e in alcune aree interne del Sud. Uno scenario che richiama le grandi ondate di calore registrate nel 2003, nel 2017 e nel 2022.
Attualmente le condizioni più afose interessano gran parte del Centro-Nord e l’interno della Sardegna, dove le massime raggiungono diffusamente i 37-38°C. Più contenute, invece, le temperature al Sud grazie a correnti settentrionali che mantengono valori generalmente compresi tra 30 e 34 gradi. In alcune zone interne di Campania e Calabria, però, si registrano picchi più elevati.
Secondo gli esperti, sulla Pianura Padana è presente una massa d’aria tropicale trasformata, molto calda e secca, ma la situazione potrebbe cambiare ulteriormente negli ultimi giorni del mese. I modelli indicano infatti la possibile espansione di una massa d’aria continentale tropicale, un fenomeno raro associato alle estati più estreme degli ultimi decenni. Si tratta, al momento, di uno scenario previsionale e soggetto a possibili aggiornamenti.
Caldo intenso e notti tropicali
Tra mercoledì e venerdì il tempo resterà in prevalenza stabile e soleggiato. I temporali pomeridiani interesseranno soprattutto Alpi, Prealpi e rilievi appenninici, con effetti limitati sulle pianure. Le temperature continueranno a salire con valori compresi tra 37 e 39°C in diverse città del Centro-Nord.
Nel fine settimana del 27 e 28 giugno è atteso il momento più caldo della fase attuale. Le minime notturne potrebbero restare sopra i 23-25 gradi nelle aree urbane, favorendo il fenomeno delle cosiddette notti tropicali. Bologna, Firenze, Roma e alcune zone interne della Puglia figurano tra le aree maggiormente esposte ai picchi di calore.
Quanto durerà l’ondata di calore
Le elaborazioni del modello europeo ECMWF ipotizzano una possibile attenuazione all’inizio di luglio, ma le proiezioni oltre i dieci giorni restano soggette a variazioni. La persistenza di temperature elevate potrebbe avere conseguenze su salute, disponibilità idrica e agricoltura. Secondo Lombroso, «una drammatica normalità impressa dalla crisi climatica che impone ormai azioni urgenti».



