Dal 1° luglio 2026 l’INPS aggiorna i livelli di reddito per l’accesso all’Assegno per il nucleo familiare (ANF), con una rivalutazione pari all’1,4%. La misura, confermata dall’ente previdenziale, non modifica gli importi base dell’assegno ma interviene sulle soglie che determinano la fascia di appartenenza dei nuclei familiari.
Secondo quanto comunicato dall’INPS, il cambiamento potrebbe incidere sugli importi percepiti da alcune famiglie, che grazie ai nuovi limiti potrebbero rientrare in scaglioni più favorevoli. Le nuove soglie resteranno valide fino al 30 giugno 2027.
La modifica riguarda esclusivamente i nuclei senza figli a carico o orfanili, mentre per le famiglie con figli continua ad applicarsi l’Assegno unico e universale.
L’aggiornamento delle soglie ANF si inserisce nella revisione periodica legata all’andamento dei prezzi e alla rivalutazione dei parametri economici utilizzati dall’istituto.
Assegno nucleo familiare 2026, cosa cambia con le nuove soglie INPS
L’Assegno per il nucleo familiare 2026 resta invariato nella sua struttura, ma cambia il modo in cui vengono calcolate le fasce di reddito. L’INPS applica una rivalutazione dell’1,4% che modifica i limiti massimi e minimi dei diversi scaglioni.
In concreto, l’importo spettante non aumenta automaticamente, ma alcuni nuclei potrebbero beneficiare di un assegno più alto se il reddito aggiornato li colloca in una fascia superiore rispetto a quella precedente.
Un esempio riportato nelle tabelle INPS riguarda i nuclei composti da soli maggiorenni inabili diversi dai figli. In precedenza, un reddito fino a 33.540,41 euro garantiva un assegno pari a 52,91 euro per componente. Con il nuovo aggiornamento, il limite sale a 34.009,98 euro, ampliando la platea che rientra nella fascia più alta.
La revisione dei parametri economici viene applicata su base nazionale e incide sui calcoli giornalieri, settimanali e quattordicinali della prestazione.
Chi ha diritto all’Assegno per il nucleo familiare
L’ANF continua a essere destinato a categorie specifiche di lavoratori e pensionati. Secondo l’INPS, possono accedervi:
- lavoratori dipendenti del settore privato
- lavoratori agricoli dipendenti
- titolari di prestazioni previdenziali derivanti da lavoro subordinato
- lavoratori di aziende cessate o fallite
Restano esclusi i lavoratori autonomi, tra cui artigiani, commercianti e coltivatori diretti, già ricompresi in altri strumenti di sostegno.
La misura riguarda esclusivamente nuclei senza figli a carico o orfanili, come coniugi, fratelli, sorelle o altri familiari conviventi previsti dalla normativa.
Le nuove tabelle INPS consentono ai cittadini di verificare la propria posizione reddituale e l’eventuale variazione dell’importo spettante a partire dal mese di luglio.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono la consulenza di enti previdenziali o professionisti abilitati.



