Nel mese di maggio l’INPS sta pubblicando le nuove disposizioni di pagamento dell’Assegno unico e universale con importi aggiornati per migliaia di famiglie. Le date di accredito visualizzate nel Fascicolo previdenziale risultano tra 20 e 21 maggio, secondo il calendario ufficiale dell’Istituto.
Le variazioni segnalate da alcuni beneficiari non derivano necessariamente da errori o blocchi. Il ricalcolo dell’importo avviene infatti in modo automatico in base a età dei figli, composizione del nucleo familiare e presenza o cessazione delle maggiorazioni previste dalla normativa.
Il tema riguarda direttamente la platea dei percettori della misura, introdotta per sostenere i nuclei familiari con figli a carico e gestita dall’INPS.
Una delle cause più frequenti delle riduzioni è la conclusione della maggiorazione per i figli sotto un anno di età. In questa fase l’importo dell’Assegno unico è più elevato e, al termine del periodo, viene ricalcolato automaticamente. La conseguenza può essere una diminuzione anche vicina ai 100 euro mensili, soprattutto nei nuclei con più componenti e più bonus attivi.
Un’altra variabile riguarda la maggiorazione per famiglie con tre o più figli, riconosciuta fino ai 3 anni di età del minore e soggetta a soglie ISEE aggiornate annualmente. Per il 2026 il limite massimo indicato è pari a 46.582,71 euro.
Quando cambia l’importo dell’Assegno unico
Le variazioni non sono episodiche. L’importo può cambiare anche senza nuove domande quando si verificano alcune condizioni:
- passaggio dei figli a una fascia d’età diversa
- cessazione di maggiorazioni temporanee
- aggiornamento o variazione dell’ISEE
- modifiche nella composizione del nucleo familiare
- perdita dei requisiti per alcune componenti aggiuntive
In molti casi due mesi consecutivi possono presentare importi differenti senza interventi del contribuente.
Particolare attenzione riguarda il passaggio dei figli alla maggiore età. Dai 18 anni l’importo base si riduce e il sostegno continua solo se il giovane frequenta un percorso di studi o formazione, svolge attività lavorativa con reddito limitato, è disoccupato o impegnato nel servizio civile.
Il ruolo delle maggiorazioni
Una quota significativa dell’Assegno unico è composta dalle maggiorazioni, che possono riguardare nuclei numerosi, genitori entrambi lavoratori, figli con disabilità o altre condizioni specifiche. La perdita dei requisiti comporta la rimozione automatica della quota aggiuntiva.
Secondo le indicazioni dell’INPS, il dettaglio della mensilità nel Fascicolo previdenziale consente di verificare la composizione dell’importo, inclusi eventuali arretrati, conguagli o recuperi.
Per le famiglie, il ricalcolo non è quindi legato a un taglio discrezionale, ma a una revisione automatica basata sui dati aggiornati presenti nelle banche dati dell’Istituto.




