La rottamazione quinquies 2026 estende la definizione agevolata anche ai debiti locali affidati all’AdER. Comuni e Regioni dovranno decidere entro il 30 giugno se aderire alla misura.
La nuova versione della rottamazione delle cartelle introduce un ampliamento rilevante: accanto ai debiti fiscali statali entrano anche Imu, Tari e multe stradali, ma solo se l’ente locale sceglie formalmente di aderire. La misura è prevista dal decreto fiscale e riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Il punto centrale resta la natura non automatica dell’adesione. Senza una delibera dell’ente creditore, i debiti locali non rientrano nella definizione agevolata. La decisione riguarda Comuni, Regioni e altri enti territoriali.
Secondo quanto previsto dal provvedimento, la finestra temporale dei debiti coinvolti va dal 2000 al 2023. Una parte consistente di crediti ormai stratificati nel tempo potrebbe così essere rientrata nei bilanci pubblici attraverso pagamenti agevolati.
Rottamazione quinquies 2026, il ruolo decisivo dei Comuni
La scelta degli enti locali diventa il passaggio determinante. Entro il 30 giugno 2026, Comuni e amministrazioni dovranno approvare la delibera di adesione alla rottamazione quinquies.
Solo dopo questo passaggio l’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà mettere a disposizione le posizioni definibili. Le domande dei contribuenti sono previste dal 16 settembre al 31 ottobre, con comunicazioni degli importi entro il 31 dicembre.
Il meccanismo ricalca la logica della definizione agevolata: si paga il debito principale, mentre vengono ridotti o eliminati interessi e sanzioni, con differenze tra tributi e multe stradali. Per queste ultime, la riduzione riguarda soprattutto gli accessori del debito.
Il provvedimento interviene su un magazzino di riscossione composto da annualità molto datate. L’obiettivo è favorire la chiusura di posizioni difficilmente recuperabili e aumentare gli incassi effettivi degli enti.
Rate e tolleranza sui pagamenti
Sul fronte statale resta confermata la struttura della rottamazione quinquies: pagamento in un’unica soluzione oppure fino a 54 rate bimestrali, con interessi al 3% annuo sulle somme dilazionate.
Il decreto introduce anche una tolleranza di cinque giorni sui pagamenti. Il beneficio decade solo oltre questo margine, limitando le decadenze per ritardi minimi ma senza modificare la rigidità complessiva del piano.
Secondo il testo normativo, la misura non trasforma la definizione agevolata in una rateizzazione flessibile, ma introduce solo una finestra tecnica di salvaguardia.
Nodo enti locali e tempi stretti
Il punto critico riguarda la capacità dei Comuni di deliberare in tempi rapidi. Secondo Anci e Ifel, la scadenza del 30 giugno rappresenta un passaggio complesso, soprattutto per gli enti impegnati nelle campagne amministrative.
La scelta di adesione o esclusione determinerà l’effettiva applicazione della misura sui debiti locali, incidendo su Imu, Tari e sanzioni amministrative già iscritte a ruolo.




