La Polizia di Stato ha emesso un provvedimento di D.A.SPO. nei confronti di un tifoso del Ragusa Calcio ritenuto responsabile di un’invasione di campo avvenuta al termine della partita contro l’Athletic Club Palermo.
Il provvedimento è stato adottato dal Questore di Ragusa dopo gli accertamenti condotti dagli agenti della D.I.G.O.S. e dalla Divisione Polizia Anticrimine. Destinatario della misura è un giovane di 26 anni residente nel territorio ragusano.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i fatti si sono verificati lo scorso 3 maggio allo stadio “Aldo Campo” di Ragusa, al termine dell’incontro valido tra il Ragusa Calcio e l’Athletic Club Palermo. Il tifoso avrebbe tentato di raggiungere i calciatori sul terreno di gioco per contestarli, venendo però fermato dagli agenti impegnati nel servizio di ordine pubblico.
L’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Ragusa con l’accusa di invasione del terreno di gioco. A seguito dell’istruttoria svolta dagli uffici della Questura è stato quindi disposto il divieto di accesso alle manifestazioni sportive per la durata di un anno.
Il D.A.SPO., previsto dalla normativa sulla sicurezza negli stadi, impedisce ai soggetti destinatari del provvedimento di assistere a eventi sportivi sul territorio nazionale per il periodo stabilito dall’autorità competente.
L’intervento rientra nelle attività di prevenzione e controllo predisposte dalla Questura di Ragusa durante le manifestazioni calcistiche considerate a rischio per l’ordine pubblico. Le verifiche della D.I.G.O.S. hanno consentito di identificare rapidamente il responsabile attraverso le attività investigative successive alla partita disputata nell’impianto sportivo cittadino.
Secondo quanto riferito dalla Polizia di Stato, il monitoraggio sugli episodi legati alla sicurezza negli stadi proseguirà anche nelle prossime settimane, soprattutto in occasione degli incontri calcistici con maggiore afflusso di tifosi.
Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari e la posizione dell’indagato sarà valutata nelle sedi competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza prevista dalla legge.



