La rottamazione delle cartelle potrebbe allargarsi anche ai tributi locali. Un emendamento al decreto fiscale, attualmente all’esame della Commissione Bilancio del Senato, punta infatti a includere nella definizione agevolata debiti come Imu, Tari, bollo auto e multe stradali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
La proposta arriva dopo la chiusura dei termini della rottamazione quinquies, scaduti il 30 aprile 2026, e nasce dal numero limitato di adesioni registrate finora. L’obiettivo del governo resta quello di aumentare il recupero dei crediti fiscali, coinvolgendo anche gli enti locali attraverso una procedura più uniforme.
Secondo quanto emerso durante l’esame parlamentare del decreto fiscale, il MEF avrebbe dato parere favorevole all’emendamento che consentirebbe di riaprire i termini e ampliare la platea dei debiti sanabili. Il provvedimento dovrebbe arrivare al voto definitivo entro il 26 maggio.
La rottamazione quinquies consente oggi di regolarizzare i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023 pagando soltanto il capitale dovuto e le spese di notifica, senza sanzioni e interessi. Il piano prevede fino a 54 rate bimestrali distribuite in circa nove anni.
Le prime scadenze fissate dal calendario attuale sono il 31 luglio 2026, il 30 settembre 2026 e il 30 novembre 2026. Dal 2027 i versamenti seguirebbero un calendario semestrale fino alle ultime rate previste nel 2035.
Dietro la possibile revisione della misura c’è anche il basso tasso di adesione registrato nella fase iniziale. Secondo i dati riportati durante il confronto parlamentare, le domande avrebbero coperto circa il 23% della platea potenziale, con un gettito inferiore rispetto alle attese iniziali del governo.
La novità più rilevante riguarda il coinvolgimento diretto dei Comuni. Attualmente gli enti locali possono già attivare forme autonome di definizione agevolata, ma la gestione separata ha limitato la diffusione dello strumento. La nuova proposta punta invece a centralizzare il processo tramite l’AdER.
A sostenere questa linea è stata l’ANCI. In audizione parlamentare, il delegato alla finanza locale e sindaco di Novara Alessandro Canelli ha chiesto un modello unico per consentire ai Comuni di affidare direttamente la gestione della sanatoria all’Agenzia della riscossione.
Se il testo verrà approvato, potranno rientrare nella nuova rottamazione i tributi locali affidati all’AdER tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Ogni Comune dovrà però decidere autonomamente se aderire alla misura e comunicarlo entro il 30 settembre 2026.
Per i contribuenti cambierebbe soprattutto il perimetro dei debiti definibili. Oltre alle cartelle fiscali statali, potrebbero essere sanati anche arretrati relativi a imposte comunali e sanzioni stradali, con l’esclusione di interessi e maggiorazioni.




